VUOI DELLA MAIONESE? NO C’É CRISI

 Hot dogIo adoro il mondo del lavoro è come gli uomini. Più che cresco e più trovo divertenti (il primo un po’ meno).

Partiamo dal principio che è meglio.

Esiodo scriveva “In principio era il caos” io aggiungo oggi siamo messi pure peggio!

In quest’ultimo mese di assenza ho avuto il piacere di farmi raccontare alcuni colloqui di lavoro Un’esperienza che consiglio a tutti perché vi permette di spanciarvi dalle risate per un costo pari a 3,00 euro (biglietto dell’autobus per arrivare alla sede del colloquio + caffé per svegliarvi e farvi sembrare sul pezzo).

La miglior domanda del momento è senza dubbio “ma non è che dopo: se ne va/ ci lascia a metà contratto/ scappa con la badante etc.?

Ora la miglior risposta sarebbe:li legge i giornali? Ma dove vuole che vada? Ma soprattutto se il contratto è di due mesi, come faccio ad andarmene? Neanche il tempo di sedermi alal scrivania che è già ora di prendere quel poco Tfr maturato e spenderlo in spritz per dimenticare che il giorno dopo sarete di nuovo a spasso!

Suvvia datori di lavoro non arrabbiatevi per la mia ironia, siamo ragazzi (più o meno), abbiamo bisogno di riderci su. E poi basta con questa storia della crisi, la mettete ovunque, segna cognizione di causa.

“Vuoi della maionese nel panino? No c’è crisi!”

Si c’è crisi, ce n’è tanta, così tanta che si fa di tutto per raggranellare quattro spicci ma se vogliamo evitare che da crisi economica si trasformi in crisi emotiva sarà meglio cambiare l’approccio.

Come dice sempre mio papà “A questa crisi ci siete arrivati preparati, vi ho preparato per bene,noi siamo in crisi da anni.”

Ma soprattutto basta con questa storia della flessibilità, perché più che flessibili siamo diventati oggetti al servizio delle poche ore di lavoro che ci vengono concesse dagli dei.

Ragazzi miei io continuo nella mia ricerca di un lavoro, nella scrittura e con i miei mille lavoretti precari, sicura che un giorno le cose andranno meglio.

Vi aspetto a Perugia il 10 Novembre al Festival Umbria Libri 2013

A presto

Vostra Alessia

 

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Cosa resterà di questo Festival?

Foto BasilicataPotenza- Salerno, 4 settembre 2013.

-“Questo Paese fa proprio pietà.”

-“Ma no signora, tasse a parte, guardi che bellezza, che paesaggio brullo. Lo sa che è davvero bella la sua regione. I trasporti fanno pietà, ma per il resto chapeau.”

-“Nono te lo dico io e poi guarda questi anzianotti con le canottiere e le ciabatte che camminano per strada. Non sono decorosi.”

Apro il libro “Bel- Ami”, mi metto a leggere e chiudo la conversazione. Secondo me i signori anziani con le canottiere sono caratteristici e anche un po’ poetici e sinceramente non me ne frega niente di come si vestono.

La verità è che sono rimasta incantata, la Basilicata è davvero una bellissima regione, affascinante, difficile da comprendere e sicuramente poco conosciuta. E’ vero, manca tutto. Mancano i trasporti, mancano le strutture ricettive, l’organizzazione ei divertimenti, ma non manca il potenziale. Le risorse naturali di cui dispone, il calore e l’accoglienza dei lucani, l’aria pulita, il cielo limpido e i paesaggi che richiamano il  Grand Canyon sono, anzi no sarebbero la fortuna di questo luogo dimenticato o meglio mai conosciuto.

Ricordo, con un po’ di disgusto una pubblicità che ho avuto modo di vedere un paio di mesi fa. Un ente dedicato all’organizzazione viaggi promuoveva vacanze lucane con lo slogan “La Basilicata c’è”. Grazie per l’informazione, lo sapevamo pure noi che c’era assieme alle altre 19 regioni. Il problema è che in Italia c’è tutto, ma non lo sfruttiamo come dovremmo!

BasilicataAndiamo al mare a Rimini, ma non conosciamo Matera o Maratea e nemmeno Metaponto, Policoro, Monticchio Laghi e forse non siamo nemmeno al corrente che la Basilicata possiede uno sbocco sul Tirreno di 33 chilometri.

In tanti mi chiedono perché mi accanisco con questa regione. Perché è una storia all’italiana, il suo emblema se vogliamo. Risorse, possibilità, occasioni e potenziale mal sfruttato.

Allora vi racconterò di questa regione attraverso le sue persone. Il titolare della pizzeria vicino al porto che mi regala un cesto di pane perché sono rimasta senza e il supermercato è chiuso. Poi c’è Giovanni che da ventiquattro anni porta avanti e dietro i turisti lungo la costa con la sua barchetta.

Maratea1Poi è la volta di Giovanni che ti accoglie nel suo B & B e ti accompagna al porto tutte le volte che devi andare in barca e sei senza auto. Lo fa volentieri.

Infine è la volta dei grandi sorrisi e del “noi restiamo” di tanti giovani di Rionero in Vulture che si sono dati da fare per creare qualcosa di diverso, un festival dedicato al confronto unendo l’amore per la cucina, il vino e lo stare insieme.

Nasce così Psi. so.fi in una cittadina di 15.000 abitanti portato avanti con grande successo.

Poi ci sono io, che sono stata loro ospite per qualche giorno, che ho portato il mio punto di vista sul palco, che ho avuto il tempo di portarmi via un bel ricordo di questa esperienza lucana prima di tornare ai miei 1500 impegni precari e non retribuiti (ovviamente).

FestivalVi consiglio il prossimo anno di fermarvi a Rionero e cercare quei ragazzi volenterosi, di fare un giro sul battello che ogni giorno fa il giro del lago di Monticchio e godervi il tempo che scorre, lentamente.

Tornerete a casa più energici e combattivi di prima, in barba alle statistiche sulla disoccupazione.

Un po’ come me adesso.

A presto

Alessia

TU VUO FA’ L’AMERICANO!

americano-a-roma-alberto-sordiDomenica 25.08.2013 ore 17.00

“Alessia, ti vuoi sbrigare a rispondere a questa benedetta chiamata  Skype? Dai che tra fuso orario e ritardi si fa notte.”

Sempre così fra me e mio amico italoeormaiquasiamericano. Chiamate a orari impensabili, fuso orario e oceani dimezzo. Abbiamo iniziato a viaggiare assieme nel 2006, ci siamo scontrati nuovamente in Belgio poi lui ha continuato, io mi sono fermata. Un paio d’ore per raccontarsi progressi e dubbi.

Lo scontro fra chi è partito (lui) e chi è rimasto (io).

Insomma, vuoi dirmi cosa stai combinando?”

Bella domanda amico mio, non saprei cosa risponderti. Ho un contratto in mano. Lavorerò per tutto il mese di settembre, continuo a scrivere per il giornale che ormai è diventato giorno dopo giorno la mia più grande passione e fonte di felicità e poi c’è lui…Amore ai tempi dello stage.

“Ti basta Alessia?”

Per vivere no amico mio. Per fare tutte quelle cose che dovrebbero fare i miei coetanei no. Per prendere quel famoso monolocale con balcone e metterci le primule nemmeno.

“E per sognare?”

Per sognare si, è ciò che voglio di più al mondo. Restare, scrivere e essere autonoma economicamente. Sogni normali no?

“Se tu venissi qui ci metteresti un attimo a trovare un ristorante e poi il resto si vede.”

E se avesse ragione? Dubbi. Chi non ne ha oggigiorno?  Eppure so che sto facendo la cosa giusta, per ora. Abbiamo raggiunto un accordo. Se allo scadere del 2013 mi ritroverò nella stessa medesima situazione farò un salto da lui e proverò il sogno americano.

Ma in fondo io cosa me ne faccio del sogno americano? Ho già 45020 tipi di sogni da realizzare, non mi sembra il caso di aggiungerne altri.

PSI.SO.FIA proposito di viaggi, oggi è lunedì e mancano pochi giorni alla partenza. Venerdì me ne andrò in Basilicata e ci resterò fino al 5 settembre. Presenterò il mio libro al Festival delle arti umanistiche PSI.SO.FI.

L’incontro è previsto per il 1° settembre. Durante  il dibattito “Generazione in bilico” si discuterà della questione giovanile.. Tra lavoro e sogni, proposte per il futuro che verrà…

Si ma quale futuro? Quali sono le proposte per l’Italia di domani? Cosa può realmente fare un giovane che decide di restare in Italia? Io ci sto pensando da giorni alle mie idee. Voi ne avete? Ci sarete al Festival? Io non vedo l’ora di attraversare l’Italia in treno e visitare il mio amato Sud Italia.

Il Festival dura tre giorni e, sulla scia delle sagge parole di  Henri Laborit “in tempi questi la fuga è lunico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare» ho pensato di cogliere l’occasione per visitare la Basilicata, questa sconosciuta.

Ho preparato un mini-tour da fare tutto in autobus, zaino e tenda in spalla.

E voi? Siete ancora lì? Siete partiti o siete rimasti? Vi siete pentiti o avete finalmente trovato la vostra strada…o se proprio il vostro biglietto aereo!?

Vi aspetto domattina alle 11.30 su Rai Radio 1. Mi intervisteranno durante il programma Start con Lorenzo Opice e tutti i miei minuti a disposizione saranno dedicati a lui, Amore ai tempi dello stage, il mio “odi et amo” per eccellenza.

A domattina and stay positive!

Alessia Bottone

CIAO SIGNORE DAGLI OCCHI AZZURRI!

Uno Mattina 2Cari lettori,

ormai non faccio altro che scusarmi. Sono sempre indietro con il blog, e non riesco a seguirne due alla volta. I nostri appuntamenti sono sempre più diradati, ma Danordasud continua comunque ad esistere.

Volevo aggiornarvi circa le ultime news.

La prima: Il mio contratto scadrà venerdì. Apriti cielo, d’ora in avanti martellerò i giornalisti per recensire “Amore ai tempi dello stage”. Forse saranno talmente stanchi di me da chiedermi loro stessi di emigrare 🙂

La seconda: questa settimana sono stata ospite di ben due trasmissioni televisive : Agorà e Uno Mattina. Durante la prima si è parlato di crisi e e vacanze e precariato; durante la seconda invece si è parlato del famoso precariato sentimentale. Finalmente sono riuscita a parlare per ben 5 minuti di fila senza neanche essere interrotta. Un lusso praticamente. Scherzi a parte ne approfitto per ringraziare la redazione, i registi e tutti coloro che stanno nel back stage, parrucchieri compresi. Persone meravigliose e capaci di strapparti un bel sorriso prima della diretta.

Tra l’altro approfitto per ringraziare Cosimo Giuliano che mi ha scritto dopo la puntata e ha sottoposto alla mia attenzione il suo interessantissimo blog.

http://ilprecario.blogspot.it/ Cosimo è un ragazzo di Taranto, figlio della crisi come noi che gira per l’Italia con lo stesso entusiasmo di un non italiano. Ha tanti sogni, come noi del resto e li insegue con la giusta carica e motivazione. Vi consiglio di leggere i suoi articoli. A proposito scrive per Fan Page, Linkiesta e mooolto altro!

La terza notizia invece è meno bella, (permettetemi questo aggettivo, è lunedì mattina e sono provata anche io )

Mi riferisco a lui, quel signore di 83 anni che ho conosciuto in Stazione a Roma al Mc Donald. Non posso dirvi il suo nome, ma posso dirvi che non gli hanno versato i contributi e che oggi chiede qualche monetina per vivere. Mi si è stretto il cuore, io così giovane, lui così anziano. Occhi azzurri, una salute di ferro, ma la consapevolezza che la vita non gli abbia sorriso abbastanza. Allora io vi chiedo, se lo vedete per strada, con il suo borsone, salutatemelo e se ne avete la possibilità aiutatelo.

La tanto millantata solidarietà che si sta riscoprendo ai tempi della crisi a parer mio è pura illusione e vedo ancora troppo individualismo. Certo, io sono stata aiutata da tanti di voi, e il vostro entusiasmo mi ha spinto ad andare avanti con il blog, con il libro etc. ma siamo ancora lontani e la fuori qualcuno ha bisogno di noi.

Ciao Signore dagli occhi azzurri, ciao ragazzi e buon inizio settimana

Alessia

PRONTO, BUONGIORNO, SONO ALESSIA DI….

call-center-tutta-la-vita-davanti-filmCari lettori,

vi “appicco” il post che ho scritto nel mio blog Amore ai tempi dello stage. Non sono fuggita, ci sono!

Eccomi qui finalmente.

Qualcuno mi ha dato per dispersa, altri per “traditrice”, in realtà mi sono fatta prendere dal mio nuovo lavoro! Eh già perché ho un lavoro…sono una delle ragazze dei famosi call centre.

Il  mio contratto scadrà la prossima settimana ed io mi sono guadagnata i soldi necessari per….boh, che ne so cosa farò!

Notizione, mi hanno appena prolungato il contratto.

Riassumendo,  ancora per due settimane, sarò la ragazza che chiama all’infinito. Ormai ho il ronzio nelle orecchie perenne.

L’ultima volta la suocera di un non so quale contatto che ho chiamato voleva appiopparmelo. Eh no signora, grazie, sto bene come sto!

Ma….sono viva, e ancora più carica di prima, pronta per affrontare al meglio questo futuro incerto.

L’importante è che non mi abbandonino su una scrivania.

A proposito ci vediamo a Potenza il 1 settembre. Bottone sbarca in Basilicata per presentare il suo libro! Aggiungo un bel dajé!

A presto e godetevi l’estate che poi a settembre Studio Aperto ricomincerà con le statistiche sulla disoccupazione!

GLI “INCASTRATI”

cuocoCari lettori,
mi è appena arrivata questa lettera e mi sono sentita una schifezza. Mi lamento ma poi mi rendo conto che sono giovane e ho tutta la vita davanti. In Italia si parla poco di una categoria che io oserei definire gli incastrati.
Chi sono gli incastrati? Coloro che a 50 anni e a 60 anni non sono né carne e né pesce, “vecchi per lavorare” ma “giovani per la pensione”. Cosa hanno in mente di fare di loro ancora non lo sappiamo. Mi appello a voi, qualcuno può dargli una mano? Un lavoretto?
Ecco a voi la lettera:
Ciao Alessia,
sono un signore di 62anni, disoccupato, da circa 2  anni, con famiglia e affitto da pagare, ( faccio presente che ho lo sfratto il  24 giugno 2013, se non pago la somma prestabilita ), l’anno scorso sono stato  chiamato giù in calabria presso un resort, metà giugno, ho subito fatto presente la messa  in regola del contratto di lavoro, dello stipendio, ecc….passa un giorno,  passano 2 giorni, passa una settimana, alla fine parlo con lo  CHEF, e mi risponde e tutto in regola, devo solamente firmarlo.
Ti faccio presente che lavoro nel settore  alberghiero da circa 40anni, sono un Cuoco…….
E verso la metà di luglio, ho subito un incidente  sul lavoro, sono scivolato giù per le scale fra la cucina e le celle  frigorifere, dove mi ero recato per approvigionamento della cucina, una scala di  ferro anni 60 coperta di grassi e unto di origine alimentare, ( in cucina era  tutto fuori regola ) e andavo a collidere contro una porta di ferro lasciata  spalancata, in poche parole, hanno dovuto chiamare il 118 e portarmi al pronto  soccorso, dopo 3 gg. mi e venuta a prendere la Direttrice, e mi dice che ha  saputo che non sono ancora in regola e che dovevo firmare la revoca  dell’incidente all’inail, cosichè avendo lavorato tutto il periodo in nero e  alla fine
non ho percepito un cent, e di conseguenza non  potuto pagare l’affitto e bollette ecc.
Sono disposto a lavorare anche nei supermercati,  gastronomie, enoteche, hotel, famiglie private….aiutatemi!!……Abbiamo  ancora una dignità…chiedo sopratutto un lavoro, a chiedere non bisogna avere  vergogna, se mai e chi lo offre o chi lo dà, se non mantiene la parola, si  dovrebbe vergognare, non sono un delinquente e neanche uno che va a rapinare  banche………..
In ogni caso questa mia lettera è un rigurgito di  orgoglio contro di loro in definizione che mi ha messo tanto malincuore, e in  depressione, e con tutto il rispetto che ho, ed il rispetto delle famiglie  medio-povere, come lo siamo noi e tantissime altre.
Io ho sempre lavorato in team a contatto diretto  con tante persone di tutte le nazionalità, se una persona e innamorata della  propria professione e ne viene continuamente gratificata, sarà sempre pronta a  lavorare e non si pone nemmeno il problema, io senza l’armonia con la quale  svolgo il mio lavoro, non potrei vivere e credo proprio di non aver sbagliato  professione e………………nemmeno Vita.
Sono stato a Londra circa 16 mesi, ed ho avuto la  fortuna di organizzare con i miei colleghi il matrimonio della pricipessa ANNA  D’INGHILTERRA nel 73……….esperienza unica!!
ti ringrazio,
cordialmente,
Vittorio
la mia e.mail:  vbottacin@email.it

IL LAVORO DI OGGI? SPECCHIO PER LE ALLODOLE

artisti_di_stradaCiao Alessia,
è stato un vero piacere scoprire questo tuo blog e altrettanto interessante leggere la tua esperienza nel mondo del lavoro.

Io sono in una situazione molto simile alla tua, ho conseguito una laura in lingue, un master in organizzazione degli eventi e  quest’anno, con coraggio, ho deciso di prendere una seconda laurea magistrale in Italiano per stranieri, rischiando di conseguirla alla soglia dei 30 anni….quindi fuori dal contratto d’apprendistato!
Negli anni ho fatto i più svariati lavori e stage sia in Italia che all’estero pensando e sperando sempre che da qualche parte ci fosse un posto anche per me….ovviamente fin’ora io questo posto non l’ho ancora trovato, quindi me lo sono inventato!

Da circa 6 anni lavoro per e con artisti di strada facendo promozione per i loro spettacoli/performance in Italia e all’estero. All’inizio l’ho preso come un diversivo e un modo diverte per lavorare, ma più andavo avanti nella formazione più mi rendevo conto della difficoltà, sfruttamento ed incertezza che si celavano dietro ogni offerta lavorativa….situazioni deplorevoli, colloqui in cui ti promettevano un contratto regolare, un fisso e tante altre belle promesse vane.

Ero spesso demoralizzata, ma la demoralizzazione si è trasformata poi in rabbia e in rifiuto nell’accettare di essere presa in giro da parte di chi si crede di avere un potere decisionale sul mio futuro. Mi sono detta che non ne valeva la pena stare ad elemosinare per un lavoro/contratto che per di più non era neanche gratificante.
Allora ho simpaticamente mandato a quel paese tutte quelle offerte lavorative che erano solo specchietti per le allodole, tutti ipotetici datori di lavoro che sembrava ti stessero facendo un favore facendoti lavorare per una paga misera che poteva arrivare anche alla fine del contratto.

Oggi a chi mi chiede cosa faccio, con ORGOGLIO rispondo che studio (una seconda laura magistrale) e lavoro con artisti di strada, che questo lavoro me lo sono inventata io e mi permette di girare l’Europe. che nessuno può permettersi di spezzarmi le ali solo perché il paese va a rotoli…io non ci sto più ai subdoli giochetti e alla frustrazione quotidiana.

La mia  protesta è stata in qualche modo di dire no al sistema e alla frustrazione quotidiana e con coraggio sono andata avanti senza curarmi di quello che potevano pensare gli altri (sai facilmente a 28 anni, dopo laurea, master e tirocini uno si aspetta che io abbia un lavoro “vero”, di quelli che stai seduto dietro una scrivania davanti a un pc e un telefono)…non ho avuto questa fortuna/sfortuna perché non me l’hanno data, ma tanto meno ho dato loro la possibilità di continuare a sfruttarmi…
Spero che questo mio sfogo/testimonianza possa risvegliare in qualche modo altri ragazzi che non vedono la luce in fondo al tunnel perché continuano ad avere lo sguardo abbassato….ce lo fanno tenere di proposito  per non vedere la luce e il futuro che SOLO noi ci costruiamo!

Buon cammino e buona vita

Van.

TUTTA LA VITA DAVANTI

tutta la vitaCari lettori,

chiedo scusa pubblicamente! Non vi scrivo da troppi giorni, ma sono stata presa dalla corsa al…..lavoro!

Ho finalmente trovato un lavoro per ben 3 settimane! Non ridete, tre settimane sono tante per essere in Italia!

Scherzi a parte, sono contenta, io prendo tutto quel che c’è nella speranza e nell’attesa che le cose cambino e migliorino.

Ogni tanto riesco anche a lavorare come cameriera!!Lusso ultimamente sembra che tutti si siano buttati nella ristorazione. Per il resto continuo la mia battaglia e promozione del libro, e la prossima settimana sarò a Roma! Qualcuno di voi sarà n zona?

Vi allego un articolo davvero carino di Federica De Caria, una giovane giornalista che ha descritto me ed il mio libro nel miglior modo possibile. La ringrazio di cuore, non solo per le belle parole ma per il suo entusiasmo. Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno in questo periodo!!

Soprat (t)utto: Amore ai tempi dello stage

Sognate ragazzi miei, per tornare sulla terra c’è sempre tempo!

Alessia Bottone

STAGISTI IN AMORE

logo-telearenaCari lettori,

come state? Ok, va bene, non ve lo chiedo, so che gli iscritti a questo blog si svegliano sempre un po’ nervosi vista l’attuale situazione. Mentre aspetto vostre nuove lettere vi allego il video di TeleArena, ieri mi hanno intervistata per parlare di Amore ai tempi dello stage.

Un video molto interessante a parere mio, un modo diverso di parlare di crisi partendo da un punto di vista diverso, quello del precariato sentimentale.

A presto cari lettori, io vado miracolosamente a lavorare questa sera!

Alessia Bottone

QUESTO POST POTREI AVERLO SCRITTO IO…

Lavoro PrecarioCari lettori,

oggi mi è arrivata questa lettera appassionata sotto forma di commento al mio post ” Giovani di serie b:quando direm basta?” e così ho deciso di pubblicarla per metterla in evidenza. Mi ci rivedo così tanto nella lucida disperazione di questa ragazza. In bocca al lupo, chiunque tu sia.

Alessia Bottone

Questo tuo post potrei averlo scritto io, descrivi alla perfezione quello che vivo e ho vissuto. Ho 26 anni, mi sono fatta un mazzo (e dei miei genitori pure per mantenermi agli studi) per conseguire una laurea magistrale in Filosofia che fa sorridere tutti.

Va bene, forse non ho scelto un percorso di studi “giusto”, mi dico. Decido di darmi ad un settore che non conosce crisi, l’informatica, così faccio un corso di HTML e CSS e poi prendo un master in grafica e web design, chiedendo ai miei genitori ancora tanti sacrifici per mantenermi fuori casa e pagarmi il master.

Nel frattempo cerco di rendere il mio cv sempre più appetibile, punto sulle nuove professioni: faccio due corsi come personal shopper, uno come consulente d’immagine ed un altro come wedding planner. Con questi titoli avrò una corsia preferenziale almeno per fare la commessa in un negozio di abbigliamento? “No, sei troppo qualificata, ci costeresti troppo.” Mentre prima non mi volevano perché non avevo esperienze nel campo.

Oggi mi trovo nella situazione di aver terminato i miei studi e non volerne cominciare degli altri, perché sebbene ami studiare, ho speso troppo per una formazione che non mi sta rendendo niente.

Quindi adesso, costretta a tornare a vivere dai miei genitori, senza un soldo in tasca per partire, ho deciso di arrendermi, tanto non fa differenza alcuna se sono brava e mi impegno o se non me ne frega nulla e faccio lo stretto indispensabile. Passerò le mie giornate a leggere classici della letteratura, ad ascoltare musica e ad odiare questo paese che mi fa sentire come se non fossi mai abbastanza, qualsiasi cosa io voglia fare.