SUBIRE UNA CRISI INVENTATA DA CHI CI GOVERNA

contrattoMia chiamo Alessio, e sono nato il 22 Luglio (quasi come te) di qualche anno fa. Mi trovo a 42 anni a lottare con una situazione lavorativa comune a molte persone che oggi sono costrette a subire una crisi inventata da chi ci governa. Sappiamo entrambe che la situazione non è semplice per nessuno ma quello che forse mi distingue dagli altri è che quindici anni fa io davo da lavorare ad altre persone ed ero felice di poter essere utile ad altri.

Vorrei iniziare raccontandoti che il mio lavoro l’ho sempre vissuto come una passione già dai tempi della scuola che mi ha permesso di imparare quello che sarebbe dovuto diventare il mio mezzo di sostentamento. Studiare e lavorare, quello era il mio modo di divertirmi. Sono stato fortunato nella mia adolescenza. Non è da tutti avere un insegnante in famiglia che oltre a farmi da padre mi ha insegnato tutti i trucchi per essere un ottimo SCASSINATORE, onesto però. E si, oltre la passione per l’elettrotecnica anche una deformazione artigiana nel settore sicurezza e serrature. Quante esperienze, positive e negative. Poter essere utile a famiglie che non riescono a rientrare in casa e altre che mi hanno messo davanti ad aperture per aiutare Forze dell’ordine e Tribunali nell’assicurare alla giustizia i disonesti.” Continua a leggere

Annunci

COME SUPERARE UN COLLOQUIO, OPPURE NO: IL VIDEO

Corriere dell'UniversitàCari lettori,

come molti di voi sapranno qualche giorno fa sono stata a Roma e  grazie alla preziosa collaborazione del Corriere dell’Università abbiamo girato un video sul candidato bionico: 10 domande frequenti per superare un colloquio di lavoro. Dopo un’attenta indagine infatti abbiamo scoperto che queste domande non sono poi così originali e che tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo pensato che quel colloquio fosse una candid camera organizzata da qualche amico burlone. O meglio lo abbiamo sperato. Abbiamo deciso di riderci sopra, visto che la finzione non si discosta troppo dalla realtà! Ecco a voi il link e buon divertimento!

Come superare i colloqui

Alessia Bottone

IL CANDIDATO BIONICO SU ITALIANS-CORRIERE DELLA SERA

Italians-Corriere-SevergniniCari lettori,

questa mattina mi sono svegliata con diverse email. Molti mi ringraziavano per averli messi di buonumore dal mattino e sinceramente non capivo cosa stesse succedendo. Ho pensato che avessero letto qualche articolo del mio nuovo blog satirico http://amoreaitempidellostage.wordpress.com e invece no! Ho appena scoperto invece che Beppe Severgnini ha pubblicato sul Blog Italians del Corriere della Sera il mio articolo sul Candidato bionico! La cosa mi fa davvero piacere. Vi allego l’articolo!

Corriere della Sera-Italians 

Buona lettura!

Alesisa Bottone

TUTTA LA VITA DAVANTI LA7: LA SFIDA E LA CONTROTENDENZA

sfidaCari lettori,

siamo già alla seconda puntata di “Tutta la vita davanti”, il nuovo format presentato da Arianna Ciampoli in onda alle 14, 00 su La7. Sono state raccontate le vicende di due imprenditori, diversi per età, sesso, ambizione ma soprattutto motivazione. Il primo è Davide Cattaneo giovane imprenditore della Brianza che ha saputo trasformare l’impresa del padre in un’avviatissima azienda, la prima in Italia ad occuparsi di giocoleria: la Play. Un lampo di genio sicuramente che gli ha permesso non solo di salvare l’attività del padre in flessione ma anche di trasformare un hobby in un lavoro.Giovane e fiducioso Davide non può che essere fiero di stesso e della sua impresa ed io giovane ragazza critica non voglio disconoscergli tale merito, anzi abbiamo proprio bisogno di persone come lui decise a rischiare e a restare. Ma, c’è un ma. Lo stesso ma che mi assillava durante la scorsa puntata. Anche questo ragazzo ha un capitale iniziale, un punto di appoggio. Mi chiedo, se domani avessimo il lampo di genio, potremmo fare impresa anche noi? Prendo spunto da una frase che mi ha detto un mio amico tempo fa “Alessia, per fare impresa in questo Paese bisogna essere dei pazzi o sei sognatori”. Tanti italiani amano ancora profondamente questo Paese nonostante le sue contraddizioni e vorrebbero restarci, tanti italiani nonostante tutto restano dei sognatori, degli creativi e forse dei pazzi, chissà. Continua a leggere

TFA SPECIALE: UN’ INGIUSTIZIA TUTTA ITALIANA!

scuolaCiao Alessia,

so che è una questione troppo specifica ma vorrei comunque portarla alla tua attenzione: sto conseguendo l’abilitazione all’insegnamento dopo aver superato una durissima selezione e atteso quattro lunghi anni, affinché sbloccassero le abilitazioni rimaste ferme dal 2008 (io mi sono laureata in lettere nel 2007). Per farla breve ora il MIUR sta mettendo in atto la sanatoria più grande nella storia della scuola italiana, concedendo tramite l’istituzione di percorsi abilitanti ‘speciali’ l’abilitazione all’insegnamento a decine di migliaia di insegnanti senza alcuna preselezione (quelle che si sono fatte praticamente per anni, già a partire dalle SISS, e alle quali moltissimi di loro hanno avuto più di una possibilità di accedere) sulla esclusiva base della loro anzianità di servizio, cosa che non si vede in nessuna professione, vanificando così il valore della selezione a cui ci si è sottoposti in tutto questo tempo, e contando che nella procedura concorsuale regolare di quest’anno (TFA ordinario) chi ha svolto periodi di servizio nelle scuole è stato di fatto agevolato poiché ha avuto tranquillamente la possibilità di inserirli tra i titoli valutabili al momento delle prove, ottenendo così un punteggio maggiore di un neolaureato o di chi queste supplenze non le ha mai accumulate per la sfortuna di non trovarsi nella provincia ‘giusta’ o perché privo di conoscenze nella scuola privata ‘giusta’. Dunque, dov’è il merito? Perché una parte della popolazione ha dovuto da sempre sottoporsi a una selezione, e un’altra parte deve conseguire un’abilitazione per diritto divino? Continua a leggere

PAPÀ MI PRESTI DEI SOLDI, MI SERVONO PER LAVORARE!

CHARLIECari lettori,

questa mattina mi sono messa a pensare ad alcune fantomatiche domande che vengono poste durante i colloqui, a come i colloqui stessi siano cambiati e alla loro connotazione assolutamente comica. Partiamo dal principio. Sei preparato/a, sei bellissimo/a , ti sei fatto persino la barba, e tu ragazza neolaureata ti sei rifatta le unghie e hai passato sei ore davanti al guardaroba per cercare l’abito giusto (se il candidato/a ha origini del sud, la cosa avrò coinvolto almeno i cugini di terzo grado, ormai tutto il paesello ne parla praticamente).

Vuoi far capire al tu potenziale datore di lavoro che sei davvero una persona seria e adatta per quel ruolo, per quell’importante posizione per la quale ti stai candidando: stage!. Sei sola/o , tu e il tuo cv, lo osservi, ne vai fiera, ripercorri gli anni scorrendo il dito sulle voci “esperienze professionali” e “formazione”. Sei fiera/o di quel master che ti sei pagato/a con i risparmi della comunione, battesimo, cresima, Bat mitzvah, di quando sei diventata signorina e pure i cinque euro che ti portavano quando perdevi i denti. (Sei meno fiera/o di quella volta che ti sei ubriacata/o in Erasmus e hai giurato al cospetto della tavoletta del bagno che non lo avresti fatto mai più, ma vabbé questo non lo dirai al Responsabile Risorse Umane). Continua a leggere

NON CI RESTA CHE…RIDERE!

Raffaele Riccioli

Raffaele Riccioli

Cari lettori,

oggi ne approfitto per presentarvi Raffaele Riccioli, il ragazzo che ha gentilmente acconsentito a condividere con noi le sue vignette umoristiche. Raffaele è laureato magistrale in Scienze e Tecniche della Comunicazione e nonostante abbia  fatto nel corso del tempo master e corsi di specializzazione in Giornalismo e Ufficio Stampa, Editoria e S.E.O.è attualmente disoccupato (siamo in buona compagnia insomma). Ha svolto differenti stage e collaborazioni gratuite presso redazioni e portali web che però non lo hanno portato a niente.
Tutto ciò lo ha spinto tre anni a fa a recuperare la sua vecchia passione del disegno, non coltivata per un lungo periodo in quanto non ha fatto studi artistici. Ha seguito un corso di fumetto a Milano con un disegnatore di Topolino che gli ha proposto di collaborare con il suo blog satirico. Successivamente ha aperto il suo blog personale e ha cominciato varie collaborazioni con una free press di Varese, con diversi blog e siti. Al momento ha diversi progetti in divenire, come tutti noi, e, esattamente come noi spera che esca qualcosa di buono mentre continua a mandare centinaia di curriculum che rimangono quasi perennemente senza risposta.

Grazie Raffaele!

Alessia Bottone

IN ITALIA AMBIRE É REATO!

Vignetta di Raffaele Riccioli

Vignetta di Raffaele Riccioli http://minaantiuomo.blogspot.it/

Ciao Alessia,

purtroppo ho saputo di te solamente un paio di settimane fa, cosi eccomi qui a scriverti. Mi chiamo Alessia come te, e ho una vissuto una situazione simile alla tua, ma solo in parte perché ho avuto la fortuna di avere il tanto meritato lieto fine. A 26 anni mi sono ritrovata con una laurea in Lingue e una specialistica di 3 anni in Giornalismo/Cultura editoriale/PR, massimo dei voti, perfetta conoscenza del francese e dell’ inglese -mia madre è francese e oltre agli studi universitari ho sempre coltivato da sola lo studio delle lingue- e livello sufficiente di tedesco. Come ben saprai per noi nulla da fare in Italia, cosi dopo due mesi di ricerca in cui venivo scartata con le scuse più disparate,così a gennaio 2012 ho comprato un biglietto aereo di sola andata per Londra. Soldi in tasca ne avevo pochi, e appoggi zero, ma con la determinazione si fa tutto. Ho subito trovato lavoro come cameriera a cui dopo un mese si è aggiunta l’opportunità di lavorare come freelance nella più importante agenzia di pubbliche relazioni indipendenti della capitale UK. Le ore non erano tante all’inizio (3 a settimana) ma un po’ alla volta si sono moltiplicate fino a diventare 20. Dopo sei mesi ho mollato in quanto avevo avuto una promozione al ristorante (responsabile di cassa), e a seguire entrambi non ce la facevo, così ho optato per la paga anziché per il cv. Poi un sabato sera di fine novembre conosco un ragazzo che sta facendo un tirocinio ben retribuito presso la Bloomberg, così il giorno dopo mi accingo a fare domanda… ma per poterla inoltrare devo caricare il mio cv su un sito di inserzioni lavorative. Detto fatto, il giorno dopo in pausa pranzo controllo il cellulare e mi ritrovo tre chiamate senza risposta, tutte dallo stesso numero, e per farla breve si trattava di un “cacciatore di teste” che stava ricercando un profilo come il mio per un lavoro a Liverpool. Ora non ti annoierò con tutti i dettagli, mi limito a dirti che per la prima volta in vita mia durante il colloquio non ero io a doverli convincere ad assumermi, ma loro a convincere me affinché gli scegliessi. Buffo eh? Si e no, alla fine anche per me era nuovo, poi però riflettendoci sopra mi sono resa conto che quando una persona è valida è normale volersela accaparrare. Tutto questo per dirti che all’estero si, esiste la tanto famigerata MERITOCRAZIA, che il cv ha un suo valore e le esperienze extracurricolari come viaggi ecc pure. Io non sono figlia di nessuno, ho iniziato a fare lavoretti estivi dall’età di 14 anni per poi continuare durante tutti i sei anni dell’università. Come ben saprai anche tu conciliare le due cose non è affatto semplice, ma se c’è bisogno si fa. Appena arrivata a Londra un anno fa ho abitato in case orrende, rinunciando ad ogni tipo di confort, ho condiviso la stanza con gente sconosciuta, ma alla fine ce l’ho fatta. Solo questo conta. Ora lavoro per una multinazionale giapponese, ho uno stipendio da favola che dato il mio cv ho potuto contrattare, e le possibilità di avanzamento di carriera sono infinite. Perciò vai, molla tutto e stabilisciti in un Paese dove le tue qualità e capacità possono veramente essere apprezzate e riconosciute (anche economicamente), perché non c’è nulla di più brutto dell’avere dedicato tutta la vita allo studio con relativi sacrifici annessi e vedersi sbattere continuamente la porta in faccia. E poi, parliamoci chiaro, l’Italia starà anche attraversando un -momentaneo?- periodo di crisi, ma la meritocrazia non è un qualcosa di passeggero, è solamente il male più grande del nostro bel paese, ed esiste da sempre.

10 CONSIGLI PER TROVARE LAVORO: IL CANDIDATO BIONICO

Vignetta di Raffele Riccioli

Vignetta di Raffele Riccioli http://minaantiuomo.blogspot.it/

Cari lettori,

qualche giorno fa ho chiesto ai miei amici di facebook di raccontarmi i loro migliori colloqui di lavoro. Dopo un’attenta analisi e con una molletta sul naso ho deciso di stilare una lista di consigli per trovare lavoro. Tutti in questo periodo si lanciano nella disperata impresa di consigliare i giovani su come scrivere il curriculum, su una pagina, no forse meglio due, in verde, la fotografia poco sorridente sennò sembriamo oche giulive, Insomma ognuno ha la sua formula magica, Oggi vi svelo la mia. 10 consigli per riderci sopra, da non prendere troppo sul serio. O forse si?

Eccovi il link de Il Corriere dell’università che stamattina ha pubblicato la ricetta del Candidato bionico! Buona lettura!

  • Il candidato non deve essere troppo vecchio.  Dopo i 29 anni non vai più bene. “Meno male che ha 27 anni altrimenti tra un anno saranno guai per lei”
  • il candidato ideale non deve essere “troppo laureato”  altrimenti dovrà essere pagato di più. “Ci dispiace lei è davvero troppo preparato per la nostra azienda”
  • il candidato ideale non deve avere probabilità di restare incinta. L’utero non vi porterà fortuna in questo caso. “30 anni? Non mi dica che sta pensando di avere figli? Guardi che in questa azienda l’onesta viene prima di tutto!”, diceva colui che era stato portato dalla cicogna
  • il candidato ideale non deve mai chiedere quanto guadagnerà, ammesso e concesso che guadagnerà qualcosa e non deve mai chiedere che tipo di contratto di lavoro verrà stipulato. “Dott. Rossi, ma insomma lei lavora solo per i soldi? Questa azienda è una grande famiglia, non faccia l’invadente”
  • la candidata ideale non deve avere relazioni amorose in corso. “Signorina è fidanzata? No perché in questa azienda si sa quando si entra e non si sa quando si esce. Non vogliamo vedere fidanzati accampati qui fuori”
  • il candidato ideale deve essere in grado di gestire alti livelli di stress e importanti responsabilità ma non deve essere troppo determinato. “Dal suo test attitudinale si evince che lei è una persona molto determinata. Non è che dopo non ubbidisce”
  • il candidato ideale deve essere un neolaureato o neodiplomato ma con esperienza  e non deve fare troppe domande. “Mio caro stagista non rimborsato sappia che non ho tempo per rispondere ai suoi quesiti. Vuole sapere dove si trova la stampante?I giovani di oggi, tutti a dormire, ah ai miei tempi!”
  • il candidato ideale non deve avere malattie particolari, non deve avere mai bisogno di effettuare una visita medica e deve ritenere normale che la azienda voglia conoscere il suo stato di salute. “Febbre, raffreddori, mal di pancia, un mal di denti? Rosolia da bambino? Può certificarmi che non avrà bisogno di assentarsi per visite mediche durante il prossimo anno?
  • il candidato ideale deve essere veloce e scaltro e saper riconoscere eventuali arrivi di poliziotti in borghese e controlli. Di altezza media per essere nascosto in caso di bisogno
  • il candidato ideale non deve assolutamente avere un buon curriculum e non deve aver viaggiato troppo. “Dottoressa con un curriculum come il suo, non posso assumerla, lei ha viaggiato troppo, ha studiato troppo è una persona instabile”.

Ma soprattutto il candidato ideale non sa ancora se sarà assunto, non ha ancora firmato nessun contratto ma deve già firmare le dimissioni, in bianco…così, giusto per precauzione. Il candidato ideale, quell’essere  mitologico, anzi no, bionico, praticamente inesistente!

Alessia Bottone

TUTTA LA VITA DAVANTI LA7: IMPRENDITORI PER SCELTA E PER NECESSITÁ

Tutta la vita davantiCari lettori,

sabato 19 Gennaio 2013 è andata in onda la prima puntata di “Tutta la vita davanti” il nuovo format di LA7 che affronta il tema del lavoro attraverso il racconto delle persone che non sempre hanno compiuto scelte facili. L’avete vista? Per chi non l’avesse vista eccovi il link : Puntata 19 novembre.  Detto questo sabato è stata presentata la storia di Paolo Bergonzoni e di Emiliamo  un’associazione di donne che si sono alleate per  far ripartire la loro vita e le loro attività in seguito al sisma del 20 maggio 2012Partiamo con ordine Paolo dipendente da 25 anni per la stessa azienda si ritrova da un giorno all’altro e senza nessuna comunicazione fuori dalla porta. Trascorre qualche mese sdraiato su una poltrona che finisce per rompersi, a pensare, pensare e ripensare. In questo mi ci rivedo molto. Parla del suo senso di frustrazione e della necessità di rifarsi una vita. Decide così di rilevare una bottega e di apprendere un nuovo mestiere: l’aggiustatutto per capirsi. Si occupa di riparare piccoli elettrodomestici e grazie all’aiuto della famiglia e dell’ex titolare avvia la sua attività che oggi procede per il meglio. 

Ammiro il Sig. Paolo, ma allo stesso tempo mi chiedo se un giovane di fare la stessa cosa.  Mi chiedo se un giovane neolaureato/neodiplomato che non ha una famiglia pronta a fargli da garante possa permettersi questo sogno. Questo cosa comporta? Un ulteriore gap fra chi può e chi non può. Chiaro, anche il Sig. Paolo si è trovato in difficoltà e gli fa onore il fatto che da una situazione difficile abbia saputo ricavarne il meglio, ma è anche vero che oggi come oggi risulta necessario affrontare la questione cuneo fiscale e occupazione giovanile. Senza nulla togliere al suo coraggio e la volontà di rischiare,   dovremmo sicuramente prendere tutti esempio da lui, ma è anche vero che molti giovani restando fuori dal mercato del lavoro risultano essere molto sfiduciati e difficilmente sono riusciti ad accumulare soldi da investire. Bisogna lavorare anche sulle conseguenze psicologiche della crisi, ridare fiducia a chi vorrebbe almeno provarci a cambiare la sua vita. Ancora una volta, è giusto sognare, è giusto rischiare  è giusto crederci fino in fondo, io sono la prima che lo fa tutti i giorni, ma accanto al sogno ci vogliono le condizioni per realizzarlo.

EMILIAMOLa seconda storia invece riguarda Emiliamo, un’associazione di donne davvero coraggiose che hanno messo tutto il loro impegno e tenacia in un progetto comune volto a ridare un senso alle loro giornate, a cercare un luogo dove far ripartire le loro attività economiche. A volte in un garage, a volte in uno scantinato, a volte ospitate da altri negozi che non erano crollati le donne di Emiliamo hanno raccontato che anche in  un momento davvero difficile si può e si deve scavare nelle macerie per ritrovare non solo i propri oggetti, ma anche la voglia di ricominciare, nonostante tutto. Una radio, dei containers, lo spirito degli adolescenti, il forte senso della comunità hanno permesso ad alcune attività economiche di ripartire. Emiliamo è un segnale forte, una risposta concreta che arriva a colmare le lacune della burocrazia statale, alla lentezza degli aiuti e delle decisioni della Pubblica Amministrazione. Emiliamo  è la dimostrazione che fare squadra può e deve essere un modo per tutti di porre rimedio dove sembra non esserci. E voi cosa ne pensate? Senza peli sulla lingua!

Ps. Dimenticavo, ovviamente fra gli ospiti c’era anche il Cile con il suo disco d’esordio: Siamo morti a 20 anni! Io non lo conoscevo prima, devo dire che non è male.

Alessia Bottone