INTERVISTA BLURADIOVENETO

Domani alle ore 9.15 verrà trasmessa l’intervista che ho rilasciato a BluRadioVeneto! potete seguirla direttamente su questo sito http://bluradioveneto.it/

Alessia Bottone

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CI HO SEMPRE VOLUTO CREDERE

Ciao Alessia,

come tanti giovani italiani ho letto la tua storia e altro non è stato che la conferma di essere in “buona” compagnia, così ho pensato di scriverti. Mi chiamo Anna, ho 27 anni, romagnola d’origine e sono laureata in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivere in cosa sono laureata mi fa sempre sorridere un po’ perché, da qualche anno a questa parte, quando mi fanno la fatidica domanda “E tu cosa fai?” purtroppo altro non si può fare che rispondere “sono laureata in…”, ahinoi, non abbiamo nessuna possibilità di dire che siamo dei professionisti ma solo dei laureati (o in certi casi persino pluri laureati) in qualche cosa che non ci sta dando non solo un lavoro ma nemmeno un modo per vivere. E allora che cosa facciamo? Diciamo “sono laureato/a in…ma al momento sto…” e se Dio vuole diciamo che abbiamo un lavoro temporaneo che ci permette di raccimolare un po’ di euro per andare a bere una birra la sera o fare tre giorni di mare a luglio. Ecco cosa siamo diventati. Un popolo di laureati che sopravvive. Personalmente mi descriverei come una che ci ha voluto credere. La mia situazione economica, a partire dai miei 15 anni, non è stata mai rosea ma, come ripeto, io ci ho sempre voluto credere e, allora, lavorando d’estate durante il Liceo e lavorando tutto l’anno durante l’Università, ho deciso comunque di inseguire il sogno e studiare per diventare una professionista della comunicazione. Ho fatto tutto il percorso completo, il famoso 3+2 che altro non è che un modo molto furbo per rubarci più soldi e l’ho fatto tutto a spese mie, pagando sempre l’intera retta. Continua a leggere

UN APPELLO

Salve mi chiamo G.C. e vi scrivo dalla Puglia.Sono campano, di una citta’ vicino Napoli ma vivo in Puglia, in provincia di Foggia. Sono sposato, ho una bambina di 6 anni e sono disoccupato. Mi trovo in una situazione imbarazzante e non so come uscirne. Da gennaio non lavoro; facevo l’operatore ecologico a Milano nel 2001, poi nello stesso anno ho svolto servizio di g.p.g, precisamente come guardia giurata sempre a Milano ma avevo un contratto a tempo determinato che brevemente è scaduto. Correva l’anno 2004. Sono dovuto tornare al mio paese vicino Napoli e così ho ricominciato a lavorare facendo il mio mestiere ovvero l’imbianchino. Continua a leggere

GRAZIE PER AVER DATO VOCE A MOLTI GIOVANI ITALIANI

iao Alessia,

mi chiamo Gianni. Ho letto il tuo blog, della tua storia in generale e di quella di molti italiani/e. È triste sapere che tante persone vivano la tua stessa condizione. Anche io sono alla ricerca di un lavoro, ma ormai resomi conto che in Italia le cose non andranno mai bene, aspettare non conviene visto che l’età passa e dopo si è troppo vecchi. Ti auguro di sistemarti ma se fossi in te me ne andrei all’estero per poi li cercare lavoro. A mio parere i giovani in Italia dormono, oppure si sentono bloccati, vedo che in pochi ci ribelliamo alla distruzione della nostra nazione, non siamo uniti come popolo. I giovani qui non hanno diritto di replica o di prendere decisioni, le varie caste fanno i comodi loro, sono persino tutelati. Continua a leggere

MAI ARRENDERSI!

Cara Alessia e cari tutti,
mi chiamo Mirella e quest’anno compio 28 anni. Dopo aver letto il blog ho voluto condividere anche io la mia esperienza. Dopo essermi diplomata al liceo scientifico del mio paese natale decido di iscrivermi all’università, mi è sempre piaciuto studiare e quella sembrava la strada obbligatoria per chi volesse fare qualcosa nella vita (ora mi sembra tutto sbagliato, meglio imparare un mestiere!). Mi iscrivo, quasi per caso, al corso di laurea in Scienze e tecnologie per la diagnostica e conservazione dei beni culturali a Bari: mio padre era contrario, pensava che io dovessi scegliere qualche corso che poi garantisse un lavoro, ma io testarda penso che all’università vai avanti se hai voglia di studiare, quindi non ascolto nessuno e inizio il mio percorso, incoraggiata anche dallo scintillante Manifesto degli Studi che prometteva lavori meravigliosi a destra e a manca (consulenza per i restauratori e, un sogno, conservatore museale, tanto per citarne un paio). Continua a leggere

IL TUO BLOG E’ UN FARO CHE MI HA FATTO SENTIRE IN COMPAGNIA

Ciao Alessia,
io sono Tiziano! Eccoti la mia esperienza personale di ventottenne in questo momento di crisi. Sorvolando sul passato remoto che comprende una maturità classica con voto mediocre in 6 anni, mi iscrivo su consiglio di tanti alla facoltà di Economia, convinto che Giurisprudenza prevedeva solo un lavoro mnemonico per il quale non avrei mai avuto la costanza di applicazione necessaria.  A dire il vero una facoltà non mi appassionava molto più dellʼaltra ma erano le facoltà “utili”, quelle con cui “non finirai a fare il girotondino”. Messo quindi nellʼarmadietto il mio amore per storia e filosofia, inizio a lavorare aspettando il mese di Settembre, debutto della mia carriera universitaria. Ho 19 anni circa, nessuna seria esperienza, un pò dʼinglese, pochissimo tedesco, madrelingua francese, un diploma utile quanto una ruota di scorta su una nave da crociera. Ovviamente siamo nel mese di Luglio e, armato di qualche euro da mettere di metano nella macchina, inizio il giro di agenzie interinali e di chiunque possa avere necessità di manodopera. Continua a leggere

AVERE 39 ANNI? E’ UN GROSSO OSTACOLO

Eccomi qui! Ho quasi 39 anni e sono disoccupata!

Lavoro da quando ne avevo 19 cioè da quando ho finito la scuola; ho inziato subito come segretaria, che poi sarebbe quello per cui ho studiato, ma è durato poco perché il contratto era “a scadenza”, mi hanno anche richiamata per poi chiudere definitivamente l’azienda.

Da lì in poi è stato un tour tra vari lavori: in una frutteria ho lavorato per un bel pò di anni in nero, dopo ho avuto la fortuna di lavorare in un panificio dove mi trovavo benissimo, paga ottima, ottimi colleghi, ottimo capo, contributi; purtroppo il mio capo decise di vendere perché era stanco di gestire un’attività e quindi sono andata a lavorare in una erboristeria ma anche lì niente contributi finchè chiude anche questo negozio; passo ad un’altro panificio e pure lì promesse di mettermi in regola ma poi niente la signora fà finta di nulla, nel frattempo fortunatamente trovo un lavoro come aiuto cuoco in un bar-ristorante: tutto ok contributi, ferie ecc tutto pagato, finché pure il bar non và benissimo e quindi decidono di chiudere il ristorante, sia io che il cuoco a spasso. Continua a leggere