Ritratti in controluce. Lavoro e disabilità: a che punto siamo?

IMG-20180218-WA0000.jpgVerona, 13/05/2018. Tra qualche giorno sarà presentato a Verona “Ritratti in controluce. Cecità, stereotipi e successi a confronto“. Si tratta del mio nuovo docu-film che ho realizzato grazie al sostegno di Fondazione Giorgio Zanotto. Vi starete chiedendo cosa c’entra questo documentario con il blog ma soprattutto di cosa si tratta.

Parto dal principio e faccio un passo indietro nell’ottobre del 2017 quando ho conosciuto Roberta Mancini Presidente di Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Verona e mi ha sottoposto la sua idea.

All’inizio, quando mi ha proposto di realizzare questo documentario, ero un po’ restia.

Il mondo aveva forse bisogno di un altro documentario dedicato alla cecità? E’ questo ciò che mi sono chiesta per molto tempo.

Ho controllato on line e ho visionato tutti i film e docu-film che trattano la materia e mi sono resa conto che, se è vero che siamo tutti più o meno d’accordo sul fatto che i ciechi possano sciare, fare musica, dipingere etc. è anche vero che il tabù resta per ciò che concerne il lavoro.

Il lavoro, un tema che interessa tutte le disabilità e non solo i non vedenti.

Una persona con disabilità è spesso considerata per ciò che non ha e non ciò che sa o potrebbe fare e questo è ancora un dato di fatto. E se è vero che la società, il nostro modo di pensare sta cambiando è anche vero che molto spesso chi non vede, o chi è sordo, chi è in carrozzina, chi ha una mobilità ridottissima è relegato a posizioni che non prendono in considerazione né le loro capacità, né i loro sogni e aspirazioni.

Qualcuno potrebbe obiettare che questo vale anche per i giovani, per i 50enni, gli esodati, le madri a cui viene negato il ritorno in ufficio. E a questa obiezione non potrei che rispondere: sì, è vero.

E questo è il motivo per il quale sto scrivendo un post per questo blog che si è sempre occupato di lavoro. E’ chiaro, questa famosa quanto millantata e strategica crisi economica ha spazzato via i sogni e le aspirazioni di un’intera generazione ma è anche vero che, magicamente, una volta cancellati tutti i diritti dei lavoratori, sparirà e ci ritroveremo a fare i conti con ciò che abbiamo. E cosa abbiamo? Abbiamo menti e mani capaci di fare e di pensare. Abbiamo persone alle quali viene negato un colloquio per paura di doverli assistere o di trovarsi con un lavoratore dimezzato.

Voglio raccontarvi una storia però prima di trarre le conclusioni. Cinquant’anni fa bisognava bussare alle porte delle famiglie e convincerli a far uscire i propri figli, amici, parenti con disabilità e il motivo è presto detto. Mi raccontano che era un vero e proprio tabù e in molti si vergognavano, avevano paura del giudizio degli altri o volevano proteggere i propri cari dall”esterno. Il mondo è cambiato, oggi si vedono più carrozzine, motivi per il quale finalmente ci si sta occupando sempre di più del problema delle barriere architettoniche. Oggi si incontrano molti più ciechi e sordi che si muovono da soli, in completa autonomia, partecipano alla vita politica e sociale del Paese e non c’è niente che possa fermarli. Perché hanno grinta e hanno bisogno di una ragione per…quella che cerchiamo noi tutti ogni giorno alla fine delle nostre giornate. Siamo passati da un sistema assistenzialista a un sistema integrativo e mi auguro che il prossimo passaggio sia qualcosa che consideri, valuti, promuova e potenzi le capacità del singolo al di là delle sue difficoltà. La parola integrazione indica due elementi diversi che devono essere uniti, io punterei invece a utilizzare due vocaboli alternativi: collaborazione e potenziamento.

Locandina 23 maggio 2018

Ritratti in controluce non vuole tratteggiare le vite dei protagonisti come dei super eroi, ma come persone che hanno dovuto affrontare un cambiamento importante nella loro vita e hanno saputo dimostrare a sé stessi e agli altri le loro reali capacità. I cinque protagonisti hanno raggiunto un livello alto nel mondo del lavoro, una expertise e una conoscenza del loro ambito che permette loro di essere autonomi in tutti i sensi.

Mi auguro veramente che questo video possa raggiungere sia le persone con disabilità visiva ma soprattutto l’altra metà del cielo come mi ha riferito un rappresentante della Consulta disabili di Verona.

Di seguito il materiale che riguarda il documentario.

Vi aspetto il 23 maggio a Verona e il 5 giugno all’evento di Venezia.

Verona News: Le storie di chi ce l’ha fatta.

Superando: Cecità e stereotipi nel lavoro.

Cinema italiano. Presentazione.

 

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VUOI DELLA MAIONESE? NO C’É CRISI

 Hot dogIo adoro il mondo del lavoro è come gli uomini. Più che cresco e più trovo divertenti (il primo un po’ meno).

Partiamo dal principio che è meglio.

Esiodo scriveva “In principio era il caos” io aggiungo oggi siamo messi pure peggio!

In quest’ultimo mese di assenza ho avuto il piacere di farmi raccontare alcuni colloqui di lavoro Un’esperienza che consiglio a tutti perché vi permette di spanciarvi dalle risate per un costo pari a 3,00 euro (biglietto dell’autobus per arrivare alla sede del colloquio + caffé per svegliarvi e farvi sembrare sul pezzo).

La miglior domanda del momento è senza dubbio “ma non è che dopo: se ne va/ ci lascia a metà contratto/ scappa con la badante etc.?

Ora la miglior risposta sarebbe:li legge i giornali? Ma dove vuole che vada? Ma soprattutto se il contratto è di due mesi, come faccio ad andarmene? Neanche il tempo di sedermi alal scrivania che è già ora di prendere quel poco Tfr maturato e spenderlo in spritz per dimenticare che il giorno dopo sarete di nuovo a spasso!

Suvvia datori di lavoro non arrabbiatevi per la mia ironia, siamo ragazzi (più o meno), abbiamo bisogno di riderci su. E poi basta con questa storia della crisi, la mettete ovunque, segna cognizione di causa.

“Vuoi della maionese nel panino? No c’è crisi!”

Si c’è crisi, ce n’è tanta, così tanta che si fa di tutto per raggranellare quattro spicci ma se vogliamo evitare che da crisi economica si trasformi in crisi emotiva sarà meglio cambiare l’approccio.

Come dice sempre mio papà “A questa crisi ci siete arrivati preparati, vi ho preparato per bene,noi siamo in crisi da anni.”

Ma soprattutto basta con questa storia della flessibilità, perché più che flessibili siamo diventati oggetti al servizio delle poche ore di lavoro che ci vengono concesse dagli dei.

Ragazzi miei io continuo nella mia ricerca di un lavoro, nella scrittura e con i miei mille lavoretti precari, sicura che un giorno le cose andranno meglio.

Vi aspetto a Perugia il 10 Novembre al Festival Umbria Libri 2013

A presto

Vostra Alessia