IO NON AVEVO BISOGNO DI TANTI SOLDI, MA DI SEGUIRE LA MIA STRADA

Ciao Alessia,
la cosa che mi fa rabbia quando parlo dell’argomento lavoro non è tanto il fatto che la maggior parte delle persone non riescano a trovarne uno, bensì il fatto che ad un certo punto della loro vita rinuncino a trovare proprio quello per cui sentono di avere una predisposizione. In un momento di crisi come questo ognuno di noi è portato dalla società a credere di dover accettare qualsiasi lavoro e tenerselo fin quando non saranno loro a buttarci fuori, a mettere da parte le nostre aspirazioni e attitudini, a subire continue umiliazioni con stage non retribuiti, lavori sottopagati come i call-center e multinazionali che ci tengono in sospeso fino all’ultimo giorno di scadenza del contratto. Però a volte basta un po’ di coraggio, inventiva, disabituarsi ai vizi a cui questa società ci ha costretti e la vita può ritornare a sorriderci. Nel 2008, dopo otto mesi dalla mia laurea, armata del tesserino professionale come giornalista pubblicista e un invito telefonico da parte di una giornalista conosciuta mesi prima per caso nella mia città, ho deciso di andare a vivere a Milano.  Continua a leggere

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UNIVERSITÁ ITALIANA: OPERAZIONE COMMERCIALE?

Ciao Alessia,

eccoti la mia storia. A 18 anni iniziai per puro caso a collaborare con un sito di videogiochi come redattore. All’epoca ero felicissimo, perché sono sempre stato appassionato di videogames e l’idea di lavorare in un settore che amavo mi rendeva entusiasta. Certo, iniziai a scrivere senza prendere un centesimo (avevo giusto i giochi gratis), però essendo ancora un ragazzo giovane e pieno di speranze, ho pensato che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento. Passano due anni e provo a fare un salto di qualità facendo domanda a un sito web più importante. Vengo preso, e finalmente inizio pure a percepire i primi compensi: 20 euro a recensione. Non male, ma i pagamenti venivano effettuati a 90 giorni, e soprattutto scrivevo veramente pochi articoli (3-4 al mese). Dopo un periodo mi stanco e decido di mollare anche quel sito. Intanto, iscritto a Filosofia, mi faccio i miei esami, sperando che una volta laureato magari la situazione migliorasse. Purtroppo poi arriva la maledetta crisi, e io non posso più proseguire gli studi. Per cercare di tirare a campare, mi faccio assumere da un’altra rivista di videogiochi. Sembrava molto seria, anche perché aveva alle spalle un editore che pubblicava riviste d’informatica e videogames in edicola, e infatti iniziai a pubblicare anche articoli cartacei. Peccato però che ben presto mi resi conto di essere finito in un altro “loop”: nonostante le promesse di pagamento, con tanto di invio a casa delle ricevute fiscali dei miei lavori, passavano i mesi ma non vedevo un centesimo (ovviamente non solo io, ma anche molti altri collaboratori). Continua a leggere

CORRIERE DELLA SERA

Cari lettori, questa mattina, mi ha scritto Aldo, di Italians in fuga. Mi ha segnalato che è stato dedicato uno spazio alle storie di Danordasud sul blog di Beppe Severgnini sul sito del Corriere della Sera. Con enorme piacere vi segnalo  ‘articolo. Questa mattina mi piace pensare che in fondo allora, non siamo soli. Scrivete, vi aspetto numerosi! Italians Corriere della Sera

Alessia Bottone

NON MI MANCA PROPRIO ESSERE UN NUMERO

Ciao sono Enrico,

ho 32 anni e vivo a Milano, città dove sono nato. Mi sono diplomato alla scuola alberghiera (specializzazione in cucina) ma ben presto mi sono accorto che non era la mia strada e, visto che non avevo le idee chiare su cosa volessi fare, ho preferito far risparmiare ai miei genitori i soldi per l’università e ho iniziato a lavorare. Il primo anno ho lavorato sia in un ristorante che in una pasticceria per capire realmente se mi piacesse o meno continuare il mestiere. Da quel momento fino ad oggi non mi sono più limitato a cercare un lavoro in un settore specifico ma ho fatto tutto quello che trovavo. Continua a leggere

SCRIVETECI

Cari lettori,

vi invito a raccontare la vostra esperienza, a condividere le vostre opinioni su questo blog. A cosa può servire? A sentirsi meno soli quando ci si sente dire per la milionesima volta no, a incoraggiarci a partire, o forse a restare e cercare di cambiare le cose. Ci potrebbe forse aiutare ad attirare l’attenzione di chi dovrebbe e potrebbe realmente fare qualcosa per noi. Resto scioccata di fronte alle immagini di Madrid, una folla di gente che grida “que se vayan todos!” (Se ne vadano tutti!) e al contempo mi chiedo cosa stiamo realmente facendo per cambiare le cose e cosa stiamo aspettando ad indignarci. Io ci credo in quel che faccio, ci sto dedicando tutto il mio tempo e anche la faccia se vogliamo. Continua a leggere

UNA STALKER DEL LAVORO

Eccoci qui! Sono Valentina, ho 25 anni e dal 2010 vivo a Verona. Prima vivevo a Trento dove ho tentato di prendere la laurea in beni culturali con indirizzo archeologico. Passato qualche anno lo stimolo è passato poiché non vedevo sbocchi per il futuro e la passione era decisamente calata. Decido allora di tornare a Verona per convivere col mio fidanzato, cosciente del fatto che mi sarei dovuta rimboccare le maniche e adattarmi. Speravo che il mio diploma da perito aziendale e corrispondente in lingue estere potesse essermi vagamente di aiuto, ma ben presto mi sono resa conto che non avendo esperienza in quel campo poco me ne facevo. Nessun problema troverò qualsiasi altro lavoro, mi sono detta, tanto ho fatto di tutto, dalla lavapiatti alla cameriera.  Continua a leggere

RAI 2 L’ULTIMA PAROLA

Cari lettori,
Ecco a voi i link dell’anteprima web e della puntata di ieri sera della trasmissione L’ultima parola andata in onda ieri sera alle 23.35 su RAI 2.
Anteprima web
 Mi rendo conto che si tratta di pochi minuti, ma penso sia grandioso in fatto che i mass media stiano finalmente dando spazio a queste tematiche. La considero un’occasione molto importante per farci ascoltare. Uniamo le forze, non siete forse stanchi di farvi chiamare pecoroni o bamboccioni da una classe politica che usa i vostri soldi per i festini?  Qui non è più la questione “Alessia non trova lavoro”. E’ la questione giovani e non giovani che non trovano lavoro e molti, tra coloro che ce l’hanno, sopravvivono con contratti che non rispettano gli standard minimi di tutela del lavoratore. Aspetto le vostre testimonianze, ma vorrei anche delle proposte! Ps: Io li vedo questi “famosi giovani” lavorare e sono magnifici, hanno quel non so che di freschezza, che può apportare tanto. Essere giovani, non è una colpa. E’ il diventare cinici che può diventarlo.
Alessia Bottone

30 ANNI? MA LEI E’ TROPPO VECCHIA PER LAVORARE!

Ecco a voi la lettera di una ragazza che per motivi di privacy chiameremo Marta. Trovo molto interessante il suo intervento. Fino ad ora nessuno aveva parlato dell’apprendistato, di questa tipologia contrattuale che con la Riforma Fornero diventa canale di accesso privilegiato al mercato del lavoro. Privilegiato? Stiamo freschi allora! Indipendentemente dalla crisi, sono anni che gli apprendisti non vengono assunti al termine del contratto. La crisi forse ha aggravato il problema, ma diciamo che non è una novità. Con la Riforma però vengono posti alcuni interventi correttivi nel D.Lgs. 167/2011 tra i quali:”l’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione , di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. E dell’altro 50% cosa ne facciamo? Hanno quasi compiuto 30 anni, come li assumiamo? Continua a leggere

PER LA POLITICA SEMBRA ESSERE SECONDARIO

Oggi ho il piacere di presentarvi Gaia, una ragazza squisita che ho conosciuto a Roma tempo fa. Professionale, professionista e attenta alle esigenze altrui, Gaia non è più una ragazzina e sa il fatto suo. Sa che per fare questo mestiere ci vuole tanta passione perchè non sarà certo il salario a convincerti a fare questa scelta professionale. E’ il desiderio di contribuire a “migliorare il mondo”, a prestare attenzione e a dedicare tempo alle persone. Insomma posso dire che è il sorriso delle persone il vero assegno a fine mese. E’ anche vero però che con gli assegni in bianco non si mangia. E’ anche vero che alla soglia dei 40 anni la scusa” tanto è una situazione temporanea, tutto migliorerà” non regge più. E allora il risveglio è amaro e l’unica soluzione è reinventarsi, ancora un’altra volta, mettendosi in discussione.Ma non sarà forse ora di reinventare il mondo?
Alessia Bottone Continua a leggere

IL COWORKING: IL MIO ARTICOLO PER CAFEBABEL

Cari lettori,

oggi vi propongo un articolo che ho scritto per Cafebabel sul coworking. Approfittando dell’esperienza di Francesco e Alessandro, due giovani free lance veronesi ho cercato di fare luce sul fenomeno del coworking già ampiamente diffuso negli Stati Uniti e in aluni paesi europei. Voi cosa ne pensate? Ecco a voi il link e buona lettura! CafeBabel: l’intervista

Alessia