FAIR PLAY

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Cari lettori, 

oggi mi ha scritto Silvia Lombardo, una ragazza che ho conosciuto a LA7 durante le registrazioni del programma Tutta la vita davanti. Mi ha chiesto di condividere con voi questa iniziativa che a me sembra molto interessante! Vi ricordo che sarà possibile inviare la vostra testimonianza video all’indirizzo email in calce! Lo farò anche io questo fine settimana! Buona lettura.

Alessia Bottone

FAIR PLAY

Un film gratuito, un sito e una piazza virtuale per chi, contro questa crisi, ci mette la faccia e gioca corretto.

Quattro storie italiane. Quattro storie basate, purtroppo, sulla verità.  E’ questo il claim di FairPlay (dall’inglese, letteralmente, gioco corretto) un progetto no-budget e gratuito nato dalla volontà di Marco Reale, regista e attore.

Un film, ma non solo, in uscita il 21 marzo che sarà disponibile online gratuitamente su www.fairplaymovie.org per tutti coloro che avranno voglia di vederlo, parlarne o creare attorno alla proiezione dibattito e movimento. Un padre di famiglia che si ritrova in mano agli strozzini per pagare le tasse della sua azienda ormai fallita; una ragazza madre laureata che per non accettare stage e lavori sottopagati si ritrova alla Caritas; una mamma e moglie alle prese con un avviso di pignoramento e una fabbrica che non paga il marito causa crisi; due giovani autori che decidono di fare un film per lanciare un messaggio dimenticato e fondamentale: senza solidarietà, senza fair play, non si va avanti.

Da queste storie partirà un sito internet che non sarà solo il luogo dove scaricare gratuitamente la pellicola, ma una piazza virtuale dove si incontrerà chi vuole metterci la faccia, chi vuole giocare corretto. Fair Play diventerà una piccola web-tv che offrirà interviste ad avvocati, commercialisti, artigiani, professionisti e tutti coloro che giocano corretto, che vogliono metterci la faccia, che vogliono dare il loro contributo.

Dalla piattaforma partiranno iniziative che ruoteranno anche attorno alle proiezioni che i singoli potranno organizzare in tutta Italia allo scopo di creare punti di aggregazione e solidarietà in cui scambiarsi consigli, attraverso i quali articolare una ripresa che parta dal basso per sopperire alle gravi mancanze istituzionali e politiche che hanno creato un buco enorme nell’economia e, quel che è peggio, nella speranza degli italiani.

 FAIRPLAY – Io gioco corretto e ci metto la faccia

Online dal 21 marzo 2013: un film scaricabile gratuitamente, una comunità a cui attingere e contribuire per ripartire tutti insieme.

Regia di Marco Reale, con Valentina Bruno, Giorgio Filonzi, Luca Loconsolo, Antonio Losito, Ludovica Di Donato, Marzia Mangiasciutto, Linda Rea, Suzy Suarez.

info: press@fairplaymovie.org

cell. 339.2438510 – Marco Reale

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LINK PUNTATA 24/02/2012

1-mattina-in-famigliaCari lettori,

eccovi il link della puntata di stamattina di Uno Mattina in famiglia per chi se la fosse persa. Adesso sono appena tornata a Verona e sono distrutta, ma in treno mi sono messa a pensare. Perché non ho chiesto allo Psicologo se è consapevole del fatto che il mercato del lavoro attuale considera inutile anche la laurea in Psicologia o meglio che i giovani di oggi laureati in psicologia sono considerati inutili. Ma soprattutto i Professori sono consapevoli del fatto che insegnando fino a 80 anni tolgono spazio ai giovani? Qualcuno mi ha scritto oggi dicendomi “Perché non vanno loro a fare i meccanici se è così ben retribuito come lavoro?”. Bella domanda! Io nutro molto rispetto nei confronti della precedente generazione, e temo che questa sia stia trasformando in una guerra fra poveri. E’ anche vero che oggi effettivamente di lavoro ce n’è, e tanto, solo che non è retribuito! Non siate choosy ragazzi, fatelo un po’ di volontariato per la patria! Alla prossima!

Ps: Ho rivisto la puntata e mi sono resa conto che ho detto che ho detto di aver fatto uno stage al Parlamento. Mi correggo subito. Io ho fatto uno stage per una lobby che faceva consulenza per il Parlamento Europeo, quindi ho assistito alle riunioni del Parlamento tutte le settimane, ho lavorato sui documenti Ue e i miei emendamenti sono stati approvati. Ma non ho mai vinto il tirocinio diretto. Ci tengo a precisarlo. Chiedo scusa. Lo stage alle Nazioni Unite invece è vero, per fortuna, visto che è sempre stato uno dei miei sogni sin da ragazzina.

Alessia Bottone

UNO MATTINA

uno mattina-logo-rai1-

Cari lettori,

se domenica mattina alle 8.00 doveste esser incredibilmente svegli oppure, meglio ancora, appena tornati da una serata di festa guardatevi Uno Mattina. Sarò ospite del programma e durante la puntata si discuterà di lauree, formazione tecnica, lavoro  e purtroppo non lavoro. E’ meglio una laurea o un diploma? Studiosi per scelta o per soddisfare aspirazioni familiari? Precari a vita o migranti per scelta? Artigiani o Manager, chi trova per primo? Ma soprattutto quali sono le figure davvero necessarie oggi nel mondo del lavoro?

Buona visione

Alessia Bottone

RADIO POPOLARE VERONA – HASHTAG VERONA

VeronaCari lettori,

a partire da questa sera ore 21.00 assieme a Stefania Berlasso condurrò un programma radiofonico su Radio Popolare Verona: Hashtag Verona.

Il programma è già partito la scorsa settimana ed io sono molto felice di raggiungere Stefania e di collaborare con lei in questa nuova avventura. Parleremo di crisi, giovani, delle vostre lettere e quindi dei vostri interventi. Si commenteranno gli ultimi fatti e misfatti della politica italiana e daremo spazio anche alle notizie di Verona. Eventi, cultura, politica e attualità. Un ora di musica e notizie che potrete ascoltare sia in radio FM 104 che con il vostro pc collegandovi al sito Radio Popolare Verona.

Segnalateci le vostre notizie e i vostri commenti anche sulla pagina facebook del programma.

Buon ascolto!

Alessia Bottone

APPELLO GIOVANE- BRUXELLES

appello-giovaneCari lettori, 

oggi ho il piacere di presentarvi un’interessante iniziativa di alcuni ragazzi italiani a Bruxelles che a quanto pare sta riscuotendo un certo successo! Parliamo di appello giovane. Gli organizzatori sono tanti, fra i quali troviamo Daniel Puglisi, Tarik Mataich e Valentina Brogna, amici che ho conosciuto durante gli anni di lavoro e studio all’estero! Ecco a voi il loro comunicato!Buona lettura!

Alessia Bottone  

Appellogiovane, una petizione sfida i politici:

(Bruxelles, Milano, 14/02/2013) E’ stata lanciata “#AppelloGiovane”, una nuova campagna apartitica per chiedere politiche concrete per i giovani. L’appello é  indirizzato a tutti i politici italiani, ai cittadini e al futuro nuovo governo.

L’appello vuole puntare i riflettori sulla mancanza di politiche concrete per i giovani nel contesto delle elezioni politiche.

Il video: Appello giovane

Il 14 Febrraio 2013 è stata lanciata la petizione online legata all’appello, insieme al video “i politici vogliono il voto dei giovani”, un corto ed ironico sketch sull’indifferenza dei politici verso le nuove generazioni.

Mancanza di proposte per i giovani da parte dei candidati

“Siamo a 10 giorni  dalle elezioni politiche e ancora nessun partito ha seriamente affrontato il problema della disoccupazione giovanile e l’aumento dell’ emigrazione all’estero con proposte concrete. Si é simbolicamente parlato dei giovani  , senza nessun impegno specifico. Non c’é ancora nessun partito che tratta il tema dei giovani e del lavoro come priorità di azione per il futuro governo” scrive l’appello.

Sfidiamo i candidati a specificare misure concrete riguardo a 5 proposte:

1.       Un investimento nell’istruzione e nella ricerca

2.       Formazione e ingresso nel mondo del lavoro

3.       Incentivi all’assunzione dei giovani

4.       Accesso agevolato al credito per i giovani

5.       Riformare il diritto di voto a favore dei giovani

Iniziativa apartitica

Questo appello é apartitico perché il tema dei giovani va al di là di qualsiasi schieramento politico. Speriamo che tutti i candidati alle elezioni politiche 2013 siano d’accordo sul fatto che nel nostro Paese c’è un forte bisogno di politiche concrete per i giovani.

Sostieni anche tu “#AppelloGiovane”, firma la petizione su:http://www.change.org/petitions/appello-giovane-miglioriamo-l-italia-per-i-giovani

Facebook: https://www.facebook.com/Appellogiovane

ENDS

Notes to editors

  1. Petizione online change.org http://www.change.org/petitions/appello-giovane-miglioriamo-l-italia-per-i-giovani
  2. L’appello é disponibile in versione completa: http://giovanibruxelles.wordpress.com/proposte-2/
  3. #Appellogiovani e’ una iniziativa nata da Il gruppo Giovani Italiani Bruxelles, che già aveva attirato l’attenzione dei media organizzando il 30 gennaio il media stunt ‘”Italia: un Paese per Giovani?” tenutosi davanti alla Commissione Europea.  Dopo aver partecipato a diversi incontri con i candidati alle elezioni politiche 2013, Giovani Italiani Bruxelles  intende spingersi piu’ in là e lanciare una nuova iniziativa per tenere alti i riflettori sulla questione giovanile italiana.
    1. Dati importanti: A Gennaio 2013 è stato calcolato che il 37% dei giovani italiani e’ senza lavoro.  Oltre 2 milioni di giovani under 40 sono emigrati all’estero solo dal 201. Il 46% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni considera l’emigrazione all’estero dopo lo studio.
    2. Parlano di noi;

I giovani in maschera per attirare l’attenzione dalla politica EUnews.it

Mps: Monti, velocizzare unione bancaria – EurActiv.it

La protesta, a Bruxelles, dei giovani italiani  IlJournal.it

Giovani Italiani Bruxelles: “Vogliamo soluzioni concrete per la disoccupazione”. L’appello davanti alla Commissione Europea  Walk on Job

Bruxelles, giovani italiani protestano a incontro Monti-Barroso – TV: Agenzia Vista

Contatti Stampa: Daniel Puglisi, Tel: 0032 478806667, Francesca Romana Minniti  Tel: 0032 483061270    Email: giovani.bruxelles@gmail.com

YOUNG AMBASSADORS SOCIETY

fornero-giovani-choosy-e-limportanza-di-salva-L-XlBX69Cari lettori,

mi ha scritto un’altra lettrice del blog, Caterina Bologni, chiedendomi di condividere questo articolo con voi. A me sembra un’interessante iniziativa anche per chi volesse fuggire dall’immobilità Buona lettura!

Alessia Bottone

Young Ambassadors Society: giovani diplomatici per niente choosy. Idee innovative per cambiare l’agenda politica mondiale

Sono stati definiti bamboccioni, poi addirittura choosy. Ma siamo davvero sicuri che sia questo, il profilo dei ragazzi italiani? E se guardandosi attorno si scoprisse un gruppo di giovani diplomatici che provano a diventare parte attiva nell’agenda politica mondiale? Se poi si notasse che si tratta di un impegno volontario, non retribuito, senza logiche di partito, sarebbe davvero scioccante!

Sorprendetevi pure allora: tutto questo oggi esiste e si chiama YAS, Young Ambassadors Society.

Yas è un’associazione giovanile italiana, fondata nel 2011 e riconosciuta dal Ministero Affari Esteri italiano, che si propone di favorire il dialogo e la cooperazione nazionale ed internazionale tra ragazzi e di offrire loro opportunità di confronto, approfondimento e crescita personale.

Ciò avviene attraverso la partecipazione a grandi eventi internazionali e attraverso l’organizzazione di tavole rotonde con i massimi esperti della diplomazia e della politica italiana, europea e mondiale; o ancora, attraverso seminari e conferenze in collaborazione con aziende, istituzioni e organi governativi del nostro Paese. Tra tutti spiccano i Y8 & Y20, ovvero gli eventi giovanili paralleli ai vertici G8 & G20. Fin dal 2006, i Summits hanno riunito giovani leader provenienti dai Paesi più industrializzati, per sviluppare il dialogo su temi inerenti questioni di rilevanza internazionale. Lo svolgimento degli Y8 & Y20 avviene in maniera speculare a quello dei veri G8/G20 e prevede le stesse modalità procedurali : alla fine delle negoziazioni i giovani delegati sono chiamati a stendere un Comunicato Finale, che viene poi consegnato ai Capi di Stato durante i relativi Vertici.

Negli anni precedenti i Summit si sono svolti a San Pietroburgo, Parigi, Vancouver, Washington DC e Puebla (Messico). Per l’edizione 2013, i rappresentanti italiani, versione young, voleranno a Londra e in Russia: nella City dal 24 al 28 giugno 2013 si svolgerà “Y8”; dal 17 al 22 giugno a San Pietroburgo avrà luogo invece “Y20”, sponsorizzato dal governo della Repubblica Federale di RussiaCollegandosi al sito http://www.youngambassadorssociety.org/, gli aspiranti candidati potranno inviare, fino al 20 Febbraio, la loro domanda per far parte della delegazione italiana.

Ecco le figure richieste:

Ministro Difesa
Ministro Sviluppo
Ministro Energia e Cambiamento Climatico
Ministro Affari Esteri
Capo del Governo
Sherpa
Ministro Giustizia
Membro Ufficio Stampa

Tu ci metti le idee, YAS sarà il tuo megafono!

Caterina Bologni

LA MAPPA NON É IL TERRITORIO

online informationCari lettori,

oggi pubblico la riflessione di Andrea, un lettore del blog molto attivo, in merito alla formazione. Voi cosa ne pensate?

Alessia Bottone

La mappa non é il territorio: facit indignatio versum!

 La mappa non é il territorio, se poi la mappa ci viene fornita da chi non ha alcuna idea di come ci si possa convenientemente muovere in un dato terreno, ovvero ce ne procuri una one-sided, tagliata su misura sulla base del proprio interesse, abbiamo un doppio problema: non conosciamo nulla di realmente attendibile circa l’ambiente un cui dobbiamo con convenienza muoverci e i nostri terminali d’azione sono orientati ad altri interessi che non quelli organizzativi.

Chiari esempi ne sono sessioni formative richieste dal commitment sulla base di precisi risultati attesi, con regolarità sviluppate e gestite col solo fine di far quadrare qualche dato di facciata, senza alcun controllo indiretto e dove, spesso, i partecipanti sono attentamente scelti per disporre di una claque autoreferenziale, frutto di banale voto di scambio tra docente e discente: tu non lavori, io prendo dieci.

La formazione dell’età adulta prevede come essenziale l’elemento di delega e il riconoscimento, sia su basi esperienziali che dei risultati raggiunti.

Gli adulti esprimono un concetto di se come persone responsabili nelle loro scelte. Una volta raggiunto tale stadio – che ribadiamo non é mero fattore contabile ed ha molto a che fare con l’età psicologica – desiderano essere trattati e considerati come persone capaci di gestirsi in autonomia. Se ravvisano che altri stiano cercando di imporre loro la propria volontà, la respingono; nel momento in cui si trovino ad affrontare un’attività etichettata “formazione” tornano al condizionamento ricevuto nell’esperienza precedente, con ogni probabilità all’esperienza scolastica: tipicamente incrociando le braccia, si siedono: “Insegnatemi, se ne siete capaci”.

In questi casi é l’approccio ad essere sbagliato in radice.

Quel che é fondamentalmente differente é la disponibilità e l’orientamento ad apprendere. Il netto divario espresso tra una mira prettamente scolastica, didascalica ed orientata alla conoscenza, tipica del bambino e quella dell’adulto centrato sulla vita reale. Quest’ultimo possiede di norma, strutturata, una grande articolazione di pensiero: non tenerne conto equivale a far scendere la comunicazione a rango di mero esercizio muscolare: “Fai così perché te lo dico io!”. In realtà l’adulto, con varie inclinazioni, é disponibile ad apprendere ciò che ha bisogno di sapere o saper fare per far fronte alla molteplicità delle situazioni della vita reale.

Del tutto evidente, gli adulti hanno maggiori esperienze formative, un vissuto personale più ampio delle persone giovani. Questo perché hanno accumulato esperienza. I maggiori errori organizzativi capitano quando esiste enorme differenza tra mappa e territorio, meglio tra mappatori e mappati: l’intera struttura va in crisi di razionalità perché a stimolo erogato sull’analisi della mappa e della contingenza, si ottiene una risposta sistemica inaspettata o quantitativamente sproporzionata in riferimento all’aspettativa. Con prassi generale, un po’ come si fa coi termometri che fanno le bizze, servirebbe far ripartire tutto da un livello più basso, verificare i singoli step dell’analisi, in via incrementale. Rifatta la mappa, stavolta coerente col territorio, ritentare l’azione situazionale, secondo una ciclicità che finalmente esprima i valori qualitativi di riferimento.

Una volta raggiunto questo avremo, con ottime probabilità, eliminato almeno metà delle criticità iniziali.

Qui giunti, servirà dar soluzione al come metter in essere l’azione organizzativa congrua al contesto, stavolta convenientemente mappato. Altro errato assunto é credere che gli adulti siano disponibili alla formazione per ottenere un lavoro migliore, promozioni et similia. Le vere molle sono date da pressioni interne: autostima, qualità della vita, soddisfazione e relazioni sociali nell’ambiente di lavoro. Parte da qui la parte più difficile per  l’organizzazione: sbagliare la scelta delle key figures può produrre effetti esiziali su capacità di reazione e ottenimento del risultato prefisso. Qualsivoglia azione correttiva fungerà da palliativo a carenze strutturali e di credibilità dei riferimenti organizzativi – ad aver voglia la letteratura é prodiga d’illuminanti esempi sul tema.

Non troppo in là nel tempo, i profili professionali venivano costruiti con mera addizione dalla posizione di partenza, attribuendo ai ruoli caratteristiche standard: il progettista doveva essere tecnico, I’amministrativo aver fatto studi di ragioneria, il venditore conoscere il prodotto e via così. L’attuale scenario mondiale é totalmente diverso e su questo si é costretti a competere. Per la verità, non tutte le organizzazioni se ne sono accorte, anche se non é certo opportuno restar legati all’idea che professionalità, competenze e capacita, siano determinate dalla posizione o dal ruolo e che dunque, il ruolo sia l’obiettivo della formazione.

Oggi il corretto metro della professionalità é essenzialmente in funzione del contesto in cui opera, ovvero del settore di business. Se erogo un servizio e vengo costantemente sondato circa parametri qualitativi misurabili, più che focalizzarmi sul cosa, dovrò fare attenzione al come, anzi con più precisione al percepito del cliente.

Il progettista meccanico più ricercato, fino a pochi anni fa, era quello che sapeva creare prodotti totalmente nuovi. Ora sono richiestissimi ingegneri che realizzano il massimo dell’innovazione cambiando il meno possibile. Quel che serve é un cambio di passo da mentalità chiusa, statica, di progettisti orientati al prodotto (servizio) a progettisti orientati al cliente e al mercato. Da cui, la progettazione formativa sarà sempre meno standard e sempre più orientata a sostenere la cultura organizzativa dell’azienda che deve poter competere per sopravvivere. Scelte di cordata, legate ad un regime minimo, non bastano più a mantenere la linea di galleggiamento, l’organizzazione dev’essere aperta al cambiamento perché é lo scenario competitivo a variare, generando e subendo costanti mutamenti.

Restare avvinghiati ad assurdi stereotipi non farà che accelerare il declino e favorire i competitori: potremo anche eccellere in una miriade d’indicatori interni, meccanici e statistici, ma nulla sapremo della realtà esterna.

La forma di valutazione delle prestazioni, spesso vissuta come processo atto a fornire un giudizio sull’interessato dal quale scende un’influenza più o meno diretta sulla retribuzione, ha altresì lo scopo di finalizzare l’energia, indicando più chiaramente possibile le mete cui ciascuno dovrà tendere. Agganciare le prestazioni ad una serie di parametri direttamente legati alla percezione cliente, significa farne uno strumento di sviluppo del contributo erogato dal collaboratore e quindi della professionalità in senso lato. Potremo anche costruire la migliore macchina del mondo, ma se non sapremo motivare la crescita di chi l’assembla ne far percepire il prodotto al cliente, saremo destinati a venir superati da chi fa macchine scadenti ma eccelle nel saper parlare al cliente.

E’ questa la base per cui la valutazione del potenziale dei collaboratori, mira a programmare la mobilita verticale e orizzontale delle persone all’interno dell’organizzazione, proiettandole verso posizioni in cui possano affermare qualità latenti ed estremamente utili per la struttura.

Logiche bloccate a mera addizione di capacità, ovvero il prevalere di inespressi interessi sulla corretta organizzazione delle risorse, produrrà solo disefficientamento e assenza di governance nell’organizzazione.

 Andrea Peghin

RAI 3- AGORÀ- IMU O NON IMU?

rai3Cari lettori,

questa mattina sono stata ospite del programma Agorà. In collegamento skype mi è stata data la possibilità di porre una domanda a Silvio. Berlusconi assieme a dei noti giornalisti che lo hanno intervistato in merito al suo programma elettorale. Confesso che si è trattata di un enorme possibilità e spero nella mia domanda di aver riassunto alcune delle vostre istanze.  La mia domanda è stata la seguente “Presidente al posto dell Imu può restituire il futuro ai giovani italiani di serie b non raccomandati e la dignità alle famiglie?”La risposta: “Ci sono 4 milioni di aziende in Italia, se ciascuna di esse assume un solo giovane, abbiamo risolto il problema, io ho proposto il totale sgravio fiscale per questo posto di lavoro”. Voi cosa ne pensate? Eccovi il link della puntata che dovrebbe essere on-line a breve:

Agorà: Ci consenta.

HO UN LAVORO: STO CERCANDO LAVORO

jobHo una domanda che mi assilla. Da quando siete disoccupati vi è capitato di sentirvi dire “Ma che faccia stanca che hai? Cosa avrai mai fatto tutto il giorno?Sempre li a letto con quel pc? Hai visto l’ultimo sketch di Crozza?”

Oggi colgo l’occasione per rispondere a tale questione. In genere la mia giornata base ci compone così: Sveglia verso le nove, sono ancora senza occhiali e già accendo il maledetto smartphone che ho ribattezzato con il simpatico nomignolo di merdaphone perché non funziona mai ed è più rincretinito di me alla mattina  e controllo subito le email! Nessuna risposta, nessuna email di lavoro. Mi lavo e ascolto In the end dei Linkin Park e la dedico ai responsabili risorse umane che continuano ad ignorare la mia registrazione all’anagrafe e quindi la mia esistenza. Poi ricomincio, mando cv, mi collego , mi batto per arrivare prima nel rispondere ad annunci di lavoro che ormai sembrano slogan del tipo” Ai primi 100 cv possibilità di colloquio reali e batteria di pentole inclusa”, poi mi iscrivo a tutte le agenzie interinali del mondo (adesso mi sto dedicando alla Valle d’Aosta e al Canton Grigioni in Svizzera), poi richiamo i responsabili risorse umane del mondo che come sempre sono in viaggio spirituale in India e non possono rilasciare dichiarazioni.

Ma se c’è una cosa che faccio in particolare è rispondere ad annunci di lavoro che non prevedono solo l’invio del curriculum, lettere di motivazione, lettere di referenze, fotocopia carta di identità per accertarsi che sia tu ad inviare la candidatura (Eh già perché non si sa mai, magari avete un ex burlone che vi sta candidando per uno stage in Liberia) ma anche il famoso modulo di candidatura con domande talmente sadiche e inutili da avvilire qualsiasi candidato. In genere si aggirano sulle 10 pagine di domande non personali di più, che aiuteranno l’azienda a capire chi siete. Che poi a me verrebbe da dirgli ma cosa vuoi capire te che io stessa faccio fatica a capirmi ma credo sia superfluo.

Ecco a voi la classifica del formulario perfetto:

1) Problemi di salute? A ridaglie! (Tiè)

2) Vegana o vegetarina? Stai cercando di capire se risparmierai sui buoni pasto? No ti prego spiegacela questa!

3) Allergie? Si alle domande idiote!

4) Hai mai abitato da solo? No fino a che mi date la mancia come stipendio, se me lo date.

5) Sai cucinare? Il bando è per i 18-35 anni. O so cucinare almeno un uovo o sono deficiente.

6) Disponibilità a trasferte all’estero? Vedi altra soluzione compare??!

Che poi vogliamo parlare della lettera di motivazione? Oggi te la chiedono anche al Mc Donalds? Cosa gli vogliamo scrivere? E’ sempre stato il mio sogno diventare un gira-hamburger! Io preferirei essere onesta e un bel “Mi sono reso conto che mia nonna aveva ragione: lettere non serve a un cazzo” secondo me funzionerebbe  meglio!

Poi dopo aver risposto ed inviato centinaia di modelli via email, posta, piccione etc, mi dedico alla scrittura di articoli assolutamente gratuiti (Sono giovane a cosa mi serve uno stipendio?) e da oggi ho un nuovo hobby! Mi sono comprata persino delle piante da mettere sulla finestra così magari mi responsabilizzo, imparo a prendermi cura di qualcuno e non mi sento più una bambocciona!

La serata si conclude mentre mi addormento a letto abbracciata al pc, smartphone e compagnia varia nell’attesa di una vibrazione, cioè il miracolo di un messaggio oltreoceano che dica Sei assunta! Dulcis in fundo alle ore 23.30 parte l’ultimo caffè della notte perché oltre a questo Blog ne curo un altro sull’amore precario che mi ha portata ad una collaborazione con un altro mensile e e vado avanti a scrivere fino alle tre di notte. Morale della favola: Io ho un lavoro: sto cercando lavoro!

Alessia Bottone