“PENELOPE VA ALLA GUERRA”

VeronaOltre2Cari lettori,

oggi colgo l’occasione per ringraziare Oriana Rodella di VeronaOltre che mi/ci ha dedicato questo articolo (vedi fotografia). La mia storia, che poi è anche un po’ la vostra. Nel frattempo, mentre mi delizio nel guardare la mia faccina in un giornale mentre ordino un caffè al bar preparo un nuovo curriculum senza nessun titolo e nessun corso frequentato per candidarmi come gelataia. Mi si è creato “un buchetto” di cinque anni che non so come colmare. Questa faccenda inizia ad assumere una connotazione quasi tragicomica!

Mi sa che Oriana aveva ragione, “Penelope va alla guerra”….

Alessia Bottone

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IL CANDIDATO BIONICO SU ITALIANS-CORRIERE DELLA SERA

Italians-Corriere-SevergniniCari lettori,

questa mattina mi sono svegliata con diverse email. Molti mi ringraziavano per averli messi di buonumore dal mattino e sinceramente non capivo cosa stesse succedendo. Ho pensato che avessero letto qualche articolo del mio nuovo blog satirico http://amoreaitempidellostage.wordpress.com e invece no! Ho appena scoperto invece che Beppe Severgnini ha pubblicato sul Blog Italians del Corriere della Sera il mio articolo sul Candidato bionico! La cosa mi fa davvero piacere. Vi allego l’articolo!

Corriere della Sera-Italians 

Buona lettura!

Alesisa Bottone

DANORDASUD SU MARIECLAIRE.IT

Marie ClaireCari lettori,

questa mattina Rossana Campisi ci dedica un articolo sul sito di Marie Claire. Qualche novità, la campagna “Perché?”, il video con le vostre domande, la partecipazione al programma “Tutta la vita davanti” su LA7, consigli per i nostri parlamentari e la voglia di continuare a bussare alla porta di chi dovrebber darci qualche risposta! Sogni e frustrazioni dei giovani italiani perché “spezzare le ali all’ambizione può anche determinare la morte culturale di un Paese.” In attesa di capire che fine faranno le nostre parole, noi continuano a farci sentire!Buona lettura!    Marie Claire “Tu chiamali perché”

Alessia Bottone

NEWSMAGAZINE

Cari lettori,

vi segnalo l’articolo scritto da Marcello Gelardini per Newsmagazine. Parla di me, di noi, del blog, insomma di ciò che si sta cercando di fare. Benvenuto Marcello, uno di noi. Eccovi il link dell’articolo: NEWSMAGAZINE .

Approfitto per segnalare la proposta di Serena:

Ciao a tutti, a me piacerebbe che nelle città dove abitiamo, fossero messi a disposizione corsi gratuiti per disoccupati. Soprattutto per tenersi impegnati, imparando qualcosa. Così anche quando si fa un colloquio, oltre che dire “sto cercando lavoro” potremmo dire “attualmente sto frequentando un corso”. Mi piacerebbe ci fossero corsi di lingua, perché quando vai a scuola le ricordi, poi quando passano gli anni ci vorrebbe un po’ di ripasso. Magari ci fossero anche corsi di grafica, magari così uno può scoprire le attitudini che può avere. A voi che corso piacerebbe?? Io sono di Este in provincia di Padova, ma per dover fare un corso gratuito mi dovrei spostare di 30km, ma io vorrei che ci fosse ad Este o limitrofi, perché nn è giusto che una persona disoccupata per fare qualcosa debba spendere dei soldi nel trasporto.

Serena

STAY HUNGRY NEL SENSO CHE SIAMO AFFAMATI!

In questi giorni abbiamo assistito ad una piccola rivoluzione sui social network e sui quotidiani in risposta ad alcune affermazioni che hanno colpito giovani e meno giovani. Ce la prendiamo un pò, scriviamo due tre post su facebook, commentiamo la notizia al bar con gli amici poi chiudiamo la parentesi considerato che siamo troppo impegnati a non essere choosy per poter dedicare troppo tempo a qualsiasi estemporaneo commento della politica. La polemica quindi potrebbe chiudersi qui, se non fosse per qualche giornalista che vuole riaprire il caso. Mi riferisco a Marco Ventura che nel suo articolo” Choosy, grazie Elsa Fornero per l’appello (sacrosanto) ai giovani” comparso su Panorama il 23/10/2012, osanna le parole del Ministro.

Ciak si gira schiaffo morale numero 40000, azione!

Vorrei scorrere l’articolo assieme a voi dando però una diversa interpretazione, comica in questo caso perché penso che forse “non ci resta che piangere”. Allora secondo il giornalista :” La laurea, in Italia, avendo purtroppo ancora valore legale e non avendo perciò il peso specifico che deriva dalla fatica con la quale è stata conseguita in Università dal peso specifico diverso l’una dall’altra  non certifica il valore effettivo dei singoli.”

Purtroppo scrive. Come purtroppo? No dico, lasciamogli almeno quel valore, diamo un senso a quei 2000/3000/4000 Euro all’anno che versiamo, scrutando lo sguardo mistico di nostro padre che ci guarda dicendo:”Un giorno mi restituirai il favore, quando sarai ingegnere/medico/alchimista/santone” e tu rispondi allo sguardo pensando:” uhm, magari facendo uno stage/co.co.pro potrei ridargli i soldi in comode rate spalmate in 12 anni. Si ce la farò!”

Per quanto riguarda la sopracitata  “certificazione del valore” esistono i colloqui di lavoro, magari se evitassimo le raccomandazioni potremmo davvero valutare la persona che abbiamo di fronte. Il giornalista poi prosegue affermando: “È assurdo che in Italia i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano siano il 22,7 per cento”.

Ma pensa un pò lo trovavo assurdo anche io questo inverno quando durante otto mesi ho lavorato come cameriera, due ore al giorno in nero sperando di avere amici e una buona famiglia che ti aiuti a ricostruire l’autostima che non c’è più. Perché lavavi i water e ti hanno licenziato pure.

Poi ci sono quelli che ci dicono di non essere choosy, ma ci guardano dall’alto al basso quando entrano nei ristoranti dove lavoriamo in attesa non del lavoro ideale ma di QUALSIASI ALTRA COSA che ci permetta di non essere dei bamboccioni. Sono quelli che non ti salutano nemmeno, che pensano che sei una fallita, che non guardano oltre la tua divisa, che non sanno che dietro quella ragazza che sta lavando il pavimento c’è magari una laureata, una diplomata, una terza media che magari ha letto anche più libri di un professore, ma ha qualcosa che gli altri non hanno: l’umiltà .

Quindi citando nuovamente le parole del giornalista “si tratta dell’insegnamento di una donna che dalla provincia ha raggiunto i vertici dell’istituzione accademica e del governo del Paese, ha parecchio da insegnarci e lo dimostra anche con quest’affermazione che è uno sprone, un incitamento a una rivoluzione culturale indispensabile”. Temo anche in questo caso che la rivoluzione culturale forse non siano i giovani a doverla fare, ma coloro che si vergognano di noi “italiani falliti” 

Il giornalista incalza richiamandoci a non essere choosy “se l’Italia vuole ancora essere competitiva nel mondo”. Queste affermazioni le trovo alquanto pericolose perché questo modo di pensare molto controverso si sta trasformando in un incitamento a diventare come la Cina, a lavorare per pochi euro, e ad accettare di abortire pur di mantenere un lavoro.

Il giornalista conclude poi affermando che “il benessere si conquista. Nulla è regalato”. Eh già perché abbiamo ottimi esempi in Parlamento. Facciamo il conto di quanto gli abbiamo regalato?Direi che è il caso, perché più che choosy, siamo hungry, ovvero affamati!