IN ITALIA AMBIRE É REATO!

Vignetta di Raffaele Riccioli

Vignetta di Raffaele Riccioli http://minaantiuomo.blogspot.it/

Ciao Alessia,

purtroppo ho saputo di te solamente un paio di settimane fa, cosi eccomi qui a scriverti. Mi chiamo Alessia come te, e ho una vissuto una situazione simile alla tua, ma solo in parte perché ho avuto la fortuna di avere il tanto meritato lieto fine. A 26 anni mi sono ritrovata con una laurea in Lingue e una specialistica di 3 anni in Giornalismo/Cultura editoriale/PR, massimo dei voti, perfetta conoscenza del francese e dell’ inglese -mia madre è francese e oltre agli studi universitari ho sempre coltivato da sola lo studio delle lingue- e livello sufficiente di tedesco. Come ben saprai per noi nulla da fare in Italia, cosi dopo due mesi di ricerca in cui venivo scartata con le scuse più disparate,così a gennaio 2012 ho comprato un biglietto aereo di sola andata per Londra. Soldi in tasca ne avevo pochi, e appoggi zero, ma con la determinazione si fa tutto. Ho subito trovato lavoro come cameriera a cui dopo un mese si è aggiunta l’opportunità di lavorare come freelance nella più importante agenzia di pubbliche relazioni indipendenti della capitale UK. Le ore non erano tante all’inizio (3 a settimana) ma un po’ alla volta si sono moltiplicate fino a diventare 20. Dopo sei mesi ho mollato in quanto avevo avuto una promozione al ristorante (responsabile di cassa), e a seguire entrambi non ce la facevo, così ho optato per la paga anziché per il cv. Poi un sabato sera di fine novembre conosco un ragazzo che sta facendo un tirocinio ben retribuito presso la Bloomberg, così il giorno dopo mi accingo a fare domanda… ma per poterla inoltrare devo caricare il mio cv su un sito di inserzioni lavorative. Detto fatto, il giorno dopo in pausa pranzo controllo il cellulare e mi ritrovo tre chiamate senza risposta, tutte dallo stesso numero, e per farla breve si trattava di un “cacciatore di teste” che stava ricercando un profilo come il mio per un lavoro a Liverpool. Ora non ti annoierò con tutti i dettagli, mi limito a dirti che per la prima volta in vita mia durante il colloquio non ero io a doverli convincere ad assumermi, ma loro a convincere me affinché gli scegliessi. Buffo eh? Si e no, alla fine anche per me era nuovo, poi però riflettendoci sopra mi sono resa conto che quando una persona è valida è normale volersela accaparrare. Tutto questo per dirti che all’estero si, esiste la tanto famigerata MERITOCRAZIA, che il cv ha un suo valore e le esperienze extracurricolari come viaggi ecc pure. Io non sono figlia di nessuno, ho iniziato a fare lavoretti estivi dall’età di 14 anni per poi continuare durante tutti i sei anni dell’università. Come ben saprai anche tu conciliare le due cose non è affatto semplice, ma se c’è bisogno si fa. Appena arrivata a Londra un anno fa ho abitato in case orrende, rinunciando ad ogni tipo di confort, ho condiviso la stanza con gente sconosciuta, ma alla fine ce l’ho fatta. Solo questo conta. Ora lavoro per una multinazionale giapponese, ho uno stipendio da favola che dato il mio cv ho potuto contrattare, e le possibilità di avanzamento di carriera sono infinite. Perciò vai, molla tutto e stabilisciti in un Paese dove le tue qualità e capacità possono veramente essere apprezzate e riconosciute (anche economicamente), perché non c’è nulla di più brutto dell’avere dedicato tutta la vita allo studio con relativi sacrifici annessi e vedersi sbattere continuamente la porta in faccia. E poi, parliamoci chiaro, l’Italia starà anche attraversando un -momentaneo?- periodo di crisi, ma la meritocrazia non è un qualcosa di passeggero, è solamente il male più grande del nostro bel paese, ed esiste da sempre.

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5 thoughts on “IN ITALIA AMBIRE É REATO!

  1. Ok, mi hai convinto: estero anche per me! Ad agosto partirò per la Danimarca, ho sempre avuto il dubbio che forse non riesco a trovare nulla in Italia perchè non so compiere i passi giusti e che figurati se all’estero non danno la precedenza ai loro concittadini prima che agli stranieri, poi arriva la tua testimonianza e metti i miei dubbi k.o. 🙂
    Senza dubbio la tua frase finale è molto vera. Che tu ci creda o no, persino una mia ex prof dell’università mi ha detto di fare il dottorato in Danimarca, non in Italia, perchè soldi non girano e quei pochi che girano per gli assegni di ricerca li danno a quei dottori che non possono assumere come collaboratori fissi…

  2. Vivo a Londra anche io e concordo con tutto in questo post. Sono arrivata da poco e lo stipendio “da favola” lo sogno ancora, peró tutto sommato va bene. Meglio che a Milano.

  3. Concordo! Ho lasciato l’Italia subito dopo essermi laureata in Lingue e mi sono trasferita in Galles (dove avevo fatto l’Erasmus). Mi mantenevo con vari lavoretti part-time e continuavo a studiare (Master e altre qualifiche britanniche); poi mi sono trasferita a Londra, dove l’esperienza lavorativa ha cominciato a migliorare (non piu’ commessa, ma language game tester per la SEGA).
    Da qualche anno sono una project manager per una compagnia di traduzione. Quest’anno otterro’ la tanto agognata cittadinza britannica…dopo 8 anni vissuti in un Paese che sa apprezzare quanto vali!
    Consiglio a tutti gli italiani di andare all’estero, anche solo temporaneamente, e’ una esperienza di vita che non ha paragoni e che ti arricchisce moltissimo.

  4. A tutti coloro che sono partiti e a tutti coloro che vogliono partire dico solo andate, andate ovunque ma non state in Italia. Noi italiani siamo tante cose, ma purtroppo non un popolo che si fa notare per la meritocrazia, e le cose non cambieranno per i prossimi decenni. Tutto cio’ che noi giovani chiediamo -laureati o no- e’ un lavoro, non un balletto senza fine tra agenzie interinali e corsi di tirocinio.

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