Cosa resterà di questo Festival?

Foto BasilicataPotenza- Salerno, 4 settembre 2013.

-“Questo Paese fa proprio pietà.”

-“Ma no signora, tasse a parte, guardi che bellezza, che paesaggio brullo. Lo sa che è davvero bella la sua regione. I trasporti fanno pietà, ma per il resto chapeau.”

-“Nono te lo dico io e poi guarda questi anzianotti con le canottiere e le ciabatte che camminano per strada. Non sono decorosi.”

Apro il libro “Bel- Ami”, mi metto a leggere e chiudo la conversazione. Secondo me i signori anziani con le canottiere sono caratteristici e anche un po’ poetici e sinceramente non me ne frega niente di come si vestono.

La verità è che sono rimasta incantata, la Basilicata è davvero una bellissima regione, affascinante, difficile da comprendere e sicuramente poco conosciuta. E’ vero, manca tutto. Mancano i trasporti, mancano le strutture ricettive, l’organizzazione ei divertimenti, ma non manca il potenziale. Le risorse naturali di cui dispone, il calore e l’accoglienza dei lucani, l’aria pulita, il cielo limpido e i paesaggi che richiamano il  Grand Canyon sono, anzi no sarebbero la fortuna di questo luogo dimenticato o meglio mai conosciuto.

Ricordo, con un po’ di disgusto una pubblicità che ho avuto modo di vedere un paio di mesi fa. Un ente dedicato all’organizzazione viaggi promuoveva vacanze lucane con lo slogan “La Basilicata c’è”. Grazie per l’informazione, lo sapevamo pure noi che c’era assieme alle altre 19 regioni. Il problema è che in Italia c’è tutto, ma non lo sfruttiamo come dovremmo!

BasilicataAndiamo al mare a Rimini, ma non conosciamo Matera o Maratea e nemmeno Metaponto, Policoro, Monticchio Laghi e forse non siamo nemmeno al corrente che la Basilicata possiede uno sbocco sul Tirreno di 33 chilometri.

In tanti mi chiedono perché mi accanisco con questa regione. Perché è una storia all’italiana, il suo emblema se vogliamo. Risorse, possibilità, occasioni e potenziale mal sfruttato.

Allora vi racconterò di questa regione attraverso le sue persone. Il titolare della pizzeria vicino al porto che mi regala un cesto di pane perché sono rimasta senza e il supermercato è chiuso. Poi c’è Giovanni che da ventiquattro anni porta avanti e dietro i turisti lungo la costa con la sua barchetta.

Maratea1Poi è la volta di Giovanni che ti accoglie nel suo B & B e ti accompagna al porto tutte le volte che devi andare in barca e sei senza auto. Lo fa volentieri.

Infine è la volta dei grandi sorrisi e del “noi restiamo” di tanti giovani di Rionero in Vulture che si sono dati da fare per creare qualcosa di diverso, un festival dedicato al confronto unendo l’amore per la cucina, il vino e lo stare insieme.

Nasce così Psi. so.fi in una cittadina di 15.000 abitanti portato avanti con grande successo.

Poi ci sono io, che sono stata loro ospite per qualche giorno, che ho portato il mio punto di vista sul palco, che ho avuto il tempo di portarmi via un bel ricordo di questa esperienza lucana prima di tornare ai miei 1500 impegni precari e non retribuiti (ovviamente).

FestivalVi consiglio il prossimo anno di fermarvi a Rionero e cercare quei ragazzi volenterosi, di fare un giro sul battello che ogni giorno fa il giro del lago di Monticchio e godervi il tempo che scorre, lentamente.

Tornerete a casa più energici e combattivi di prima, in barba alle statistiche sulla disoccupazione.

Un po’ come me adesso.

A presto

Alessia

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GIOVANI DI SERIE B, QUANDO DIREMO BASTA?

precaria_stagista250Cari lettori,

dopo due anni in cerca di uno spiraglio posso confermarvi che qui non c’è nulla da fare.

Ci hanno detto che dovevamo riciclarci e allora ho buttato la laurea dalla finestra e sono andata a fare i colloqui per fare la segretaria e la centralinista, la cameriera etc. niente, ero troppo.

Mi hanno detto che dovevo imparare ad usare i social media perché sono la svolta, l’ho fatto e nulla. Sono andata in televisione e ho gridato la nostra rabbia, niente, tante promesse, nessuna risposta. Ho inviato centinaia di email, ho chiesto alle conoscenze e anche li nessuna risposta.

Allora ho deciso di pubblicare un libro” Amore ai tempi dello stage- Manuale per coppie di precari” per provare a crearmelo da sola il lavoro, e anche li le risposte sono state: “la sua è una piccola casa editrice, non prenotiamo questo libro”;” Lei è un’autrice sconosciuta, interessante il suo libro, ma noi non ne parleremo in radio/nel nostro blog etc”.  Interessante il tuo libro, ma noi siamo contro quelli che si auto pubblicano/pagano per pubblicarsi.  Ma io non mi sono auto pubblicata  ho un contratto in mano. “Beh, amen, non posso lo stesso,  però dammi una copia omaggio del libro”. E intanto vedi che la Marini scrive un libro e la Belen porta i pantaloncini corti per strada e quelli si che li pubblicizzano.

Questo se rispondevano, perché tanti non si sono nemmeno degnati di dare una risposta.  Spariti, nel nulla.

Interviste sui giornali scomparse, blog che non mi hanno mai mandato la recensione che attendevo, promesse su promesse ed io che risparmiavo su tutto per arrivare  a raggiungere una semi-indipendenza.

La verità? Amici a parte, e feste a parte (perché sono una festaiola, socievole, passionaria e determinata, o meglio lo ero) da quando sono tornata in Italia è andato tutto storto. Due anni terribili, in attesa di un miracolo, mai arrivato. Di umiliazioni, di porte sbattute in faccia. Perché la verità è una sola, sono una giovane di serie b, sono figlia di nessuno, e ho creduto alle parole di mio papà che mi diceva sempre “Studia Alessia, e vedrai, un giorno ce la farai a combinare qualcosa”. Ci ho creduto, e meno male, sennò chissà dove sarei andata a finire. L’adolescenza è un periodo così difficile di suo che se non ti fissi un obiettivo diventa facile perdere la bussola.

Oggi però so dove non voglio finire. La rabbia e la frustrazione mi fanno parlare come un anziano di 80 anni e siccome ne ho solo 27 e tanta voglia di vivere allora dico basta.  Basta a chi mi chiede copie omaggio del libro, perché così disprezzi il mio lavoro e non sei da meno di quelli che ti pagano quattro euro l’ora per lavorare. Basta a chi mi ha illuso e basta a chi pretende e non da, basta vedermi passare avanti i rampolli e i raccomandati.

Sono di serie b e me ne vanto, perché nonostante tutto non sono mai stata in panchina, perché ho viaggiato e studiato senza un euro, perché mi pago persino le mutande da quando ho 15 anni facendo la cameriera per non pesare sul bilancio.

Da domani però si cambia musica, ed invito tutti i giovani di serie b a farlo.

Tenetevi i soldi e le speranze e lasciate il Paese, non ha nulla da darvi e vi ha già tolto troppo.

Un caro saluto

Alessia Bottone