CONFESSIONI DI UN INGEGNERE

IngegneriCari lettori,

oggi pubblico le riflessioni di un ingegnere che mi ha scritto dopo aver visto la puntata di Unomattina alla quale ho partecipato due settimane fa. Aggiungo, ma non erano le lauree umanistiche il cancro di questo Paese?

Alessia Bottone

Salve. Il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha pubblica nel 2012 una relazione in cui mostra che le lauree magistrali in ingegneria (corso quinquennale) in Italia si sono ridotte di 6000 unità in sei anni dal 2004 al 2012. Nel 2004 in Italia avevamo meno lauree  magistrali in ingegneria che negli altri paesi industrializzati europei adesso sono ancora  meno. A Roma dove esistono grandi aziende del settore informatico e telecomunicazioni e dove hanno sede legale le più grandi aziende informatiche in Italia, con una laurea magistrale in ingegneria elettronica si è disoccupati, precari, cassaintegrati, si subisce la concorrenza dei diplomati e se si trova lavoro lo stipendio è da operaio. Vorrei capire dov’è questa carenza di ingegneri in Italia e come si possa pensare di fare  crescere la produzione senza coloro che sono i protagonisti della progettazione ed innovazione industriale.

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