STANCA DI VEDERMI SBATTERE LE PORTE IN FACCIA

ScienzeFormazioneCiao Alessia,

sono Marta e ti scrivo da Piacenza.
Ho 28 anni, sono laureata da 7 in Scienze della Formazione Multimediale (direi una laurea di tutto rispetto, visto che quel 110 e Lode me lo sono sudata!) e sono invalida da tempo immemore, ovvero da quando ero bambina. La città in cui vivo è desolatamente priva di lavoro, di corsi di formazione adeguati, di nuove idee e anche di giovani. Piacenza, triste ma vero, va avanti solo attraverso poche aziende (per di più familiari) che assumono solo attraverso “spintarelle” e gli uffici di collocamento, soprattutto quello per le categorie protette, preferisce aiutare gli stranieri oppure si disinteressa totalmente dei suoi iscritti.
Non ho la fortuna di vivere in una famiglia agiata e ho cercato in tutti i modi di ottenere un lavoro compatibile con i miei gravi problemi di salute, ma ad ogni colloquio le risposte che ottengo sono sempre le seguenti:
-ci dispiace ma lei è troppo qualificata;
-ci dispiace ma non vogliamo invalidi;
-ci dispiace ma lei non possiede la bella presenza necessaria per questo posto di lavoro.
Sinceramente, agli inizi della mia ricerca, credevo che fossero competenza, rispetto, buona volontà, educazione e voglia di imparare i parametri necessari per ottenere un posto di lavoro ma a quanto pare mi sbagliavo.
Ti scrivo perché voglio denunciare questa realtà che non funziona, perché sono stanca di vedermi sbattere porte in faccia o di sentirmi giudicata “inaccettabile per un lavoro” soltanto perché non sono quella che si potrebbe definire una bella donna. Ti scrivo perché vivo in una città dove da 14 anni non è cambiato niente, con amministrazioni che promettono e non mantengono, con sindaci che hanno fatto abbassare alle commissioni il numero degli invalidi in cerca di lavoro e che hanno tagliato le pensioni di invalidità, con una forza lavoro praticamente inesistente e con un futuro altamente incerto.
Credimi, da parte mia ci ho messo e ci sto mettendo tutta la mia buona volontà tanto è vero che sono anche riuscita qualche volta ad avere un lavoro ma se la società e il Governo non fanno niente per cambiare le cose, non credo riuscirò mai a trovare un posto stabile e questo mi fa arrabbiare perché non si può alla mia età vivere ancora a casa dei propri genitori e dipendere economicamente da loro.
A tutti quelli che si trovano nella mia stessa situazione mi sento di dire: lottate fino allo stremo per far aprire gli occhi a chi sta al Governo, non mollate, usate la vostra indignazione per farvi ascoltare e non perdete la speranza. Presto o tardi, speriamo presto, qualcosa dovrà pur cominciare a cambiare.
Grazie per avermi ascoltata,
Marta
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3 thoughts on “STANCA DI VEDERMI SBATTERE LE PORTE IN FACCIA

  1. Scusate se mi ripeto ma…queste cose mi fanno cosí tanta rabbia che non riesco a stare zitta! Come ho giá detto sono una svedese che ha vissuto in Italia e ora vivo a Londra. E mi fa sempre IMBESTIALIRE sentire che qualcuno puó dire ad una persona che non possiede “la bella presenza” necessaria per questo lavoro. Marta, hai provato a fare la modella, per caso? No? Allora NESSUNO dovrebbe avere il diritto di dirti cosí. Non dovrebbe essere legale! Ma chi se ne frega se una donna é bella o no? Mica é Miss Italia, é un posto di lavoro! Ecco perché va a rotoli tutto, assumono le bellone raccommandate invece delle persone competenti e preparate e poi si meravigliano che tutto va male. No, davvero, sono felice di essermene scappata!

    • Ciao Sascha, ovviamente non ho mai provato a fare domanda per diventare modella, per fortuna mia madre mi ha insegnato a vivere coi piedi per terra!
      Purtroppo per me ho un sarcoma congenito al cervello (uno di quelli che purtroppo non guarisce) che ha comportato la perdita dell’occhio sinistro e dopo una serie di lunghe terapie e interventi sono impossibilitata a indossare una protesi oculare.
      Tanto basta per sentirmi sbattere sempre le porte in faccia! Sapessi che rabbia che mi fa venire questa storia della bella presenza, ma l’intelligenza dove la mettiamo?

      Ho letto che vivi a Londra, era il mio sogno… Peccato che mio padre, che quando ha saputo che ero malata ha lasciato mia madre per un’amante che ha pochi anni più di me, mi ha sempre impedito di andarci e ormai la salute delicata non mi permette più di spiccare il volo…

      Ma mai arrendersi, ci sarà pure un modo di cambiare le cose!

  2. Ciao Mirko,
    come ho spiegato a Sascha purtroppo non posso trasferirmi all’estero ma non per questo voglio gettare la spugna.
    Anzi sai che ti dico? Nessuno di noi dovrebbe farlo: siamo tutti cittadini italiani, è ora che il Governo ci riconosca diritti oltre che doveri.

    L’Italia è per Costituzione “una repubblica democratica fondata sul lavoro”: e allora che ce lo diano questo lavoro!

    Un saluto,
    Marta

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