INTERVISTA RADIO ROMANTICA:PROBABILITÀ DI RESTARE INCINTA?

Intervista Radio RomanticaCari lettori,

qualche giorno fa ho postato sulla mia pagina Facebook uno status che ha destato l’attenzione di Radio Romantica. Stavo pensando ai formidabili colloqui di lavoro che molto donne devono “subire” per poter essere assunte. Il mio status il giorno 09/01/2013 recitava così: “I colloqui per le donne sono qualcosa di spettacolare. Te gli porti un cv da paura, master, corsi, anni di lavoro e loro ti guardano e ti chiedono una sola cosa: “Probabilità di restare incinta? ” Ed è li che ti chiedi se loro sono i tuoi potenziali datori di lavoro o degli inviati speciali di tua madre che verifica i tuoi movimenti.” La mia riflessione è stata subito commentata, criticata, elogiata, insomma ha creato un bel movimento, se così possiamo definirlo. Donne offese, donne ironiche, uomini che richiamano le donne all’antico mestiere della casalinga. Fino a qui, tutto bene, tutto nella norma. Poi però Radio Romantica  legge il commento e il mattino seguente decide di dedicarmi uno spazio per discutere la questione. Qualche minuto di intervista insieme a Maria Rosa Bassi per capire se è il caso di accettare tutto questo, di tornare a fare le casalinghe o forse più semplicemente ricordare ai nostri cari recruiters/potenziali datori di lavoro che capiamo benissimo quale costo rappresenti oggi la maternità e il periodo di assenza di una donna (che tra l’altro non è detto che stia pensando ad una gravidanza  ma sopratutto che ……non sono stati portati dalla cicogna, ma  da una donna, come noi!

Eccovi il link dell’intervista! Rosa Maria Bassi intervista Alessia Bottone

Buon ascolto!

Alessia Bottone

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3 thoughts on “INTERVISTA RADIO ROMANTICA:PROBABILITÀ DI RESTARE INCINTA?

  1. Io non ho mai “subito” tale domanda ma penso che aggirerei l’ostacolo prendedo in giro il mio interlocutore: gli direi che non voglio figli, poi se succede pazienza, non vorrà mica licenziarmi?
    Bisogna farli, come si dice al mio paese, “contenti e fessi”.

  2. A volte mi sono chiesta se, di fronte a una domanda del genere, fosse meglio rispondere con
    – non ho un fidanzato/non mi piacciono i bambini (posizione che può cambiare col tempo)
    – sono lesbica (e rischio di beccarmi una discriminazione sessuale/rischio il licenziamento per aver detto una falsità – anche se impugnabile visto che in teoria la tua vita privata non dovrebbe essere oggetto di domande da parte del datore di lavoro / impossibilità di provarci con il collega scapolo taaanto carino)
    – sono sterile/mi hanno asportato l’utero (e quando sarò incinta dirò che è opera dello Spirito Santo, 20013 anni fa ha salvato una ragazza di nome Maria dalla lapidazione…)

    Poi parlo con un docente che si occupa di selezione del personale, mi spiega che non si devono raccontare fatti troppo privati al colloquio di lavoro e che la domanda sulla maternità è in realtà un trucco per vedere come le donne gestiscono una domanda potenzialmente stressante (al che ho pensato “Ecco perchè la psicologia è una disciplina che nessuno, all’infuori degli stessi psicologi, piglia seriamente…)

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