C’È CHI DICE NO!

Ore 17.00. Squilla il cellulare. Una nota agenzia interinale dall’altra parte della cornetta. Evvai, un’offerta di lavoro! Incredibile. Mi spiegano di cosa tratta, sembra interessante. Cercano una ragazza che parli lingue straniere, etc. Ma…c’è un ma. Si tratta di uno stage. Chiedo se c’è un rimborso spese. La persona in questione risponde:”Immagino di si, ma non so quanto”. Bene, quando dicono così in genere non supera i 200, 00 Euro. No dico, per 200, 00 euro, io sto a casa perché tra autobus e un caffè al giorno per riprendersi ci rimetto pure! Ma anche se fossero 400, 00 euro io a questo punto rinuncio. Rinuncio perché di stage ne ho fatti 4, rinuncio perché nei 200, 00 non sono comprese le innumerevoli frustrazioni alle quali andrò incontro tipo: non mi formeranno, sarò sempre l’ultima ruota del carro e vivrò sei mesi con  ansia e con la speranza di essere assunta, cosa che fino ad adesso non è mai successa. Me lo ricordo ancora quello che mi dicevano i miei facoltosi amici parigini quando vivevo in Francia e mi vedevano uscire dalla salumeria dove lavoravo. “Alessia, tu non ti valuti, potresti ambire ad altro”Ed io rispondevo sempre, “..ma è normale fare questi passaggi, è la gavetta, vedrai poi dopo la laurea le cose andranno meglio…” . All’epoca pensavo che la persona che avrebbe poi letto il mi curriculum avrebbe apprezzato il fatto che avessi affettato mortadella in Francia, pelato patate in Irlanda, lavato pavimenti in Spagna per pagarmi i corsi di lingua. Pensavo anche che avrebbe apprezzato il fatto che mi fossi pagata gli studi di sola, lo stage alle Nazioni Unite e a Bruxelles con i soldi risparmiati facendo la cameriera…e invece nulla…ogni volta c’è una scadenza, ogni volta non sono un investimento, Ogni volta non sono abbastanza. Piano piano ti convinci davvero che è normale non essere pagata. E intanto i tuoi amici all’estero guadagnano 1600, 00 euro al mese appena usciti dall’Università. Solo che adesso qualcosa è cambiato. Mentre parlo al telefono mi trovo davanti ad una finestra. Il riflesso della mia immagine mette in evidenza qualche segno sotto gli occhi del tempo che passa, e l’espressione fiera di chi sa che vale, perché di gavetta ne ha fatta tanta, di chi non è più disposto ad accettare compromessi inutili. Allora per la prima volta ho risposto : “No, grazie”. “Ma neanche se dico che potrebbero assumerla?”- “No guardi, io non ragiono più con il condizionale, oggi non me lo posso più permettere, se vuole dica all’azienda che valuterò contratti di lavoro degni di essere definiti come tali.” La risposta è stata un qualcosa che non mi sarei aspettato:” Proverò, del resto capisco la sua posizione e concordo.” So già che non lo faranno mai, ma almeno non dovrò sputarmi in spaccia quando penserò alla mia dignità “for sale”. Ma io dico, è mai possibile che un’agenzia interinale non abbia nessuna offerta di lavoro decentemente pagata? Ma come fanno a pagarvi gli stipendi se non avete annunci di lavoro che passano da voi? La verità? E’ che qui stiamo giocando al ribasso, ci sarà sempre qualcuno disposto, nella speranza di. Ragazzi miei, cominciate a valutarvi, dite no! Chi può se ne vada, chi resta, faccia la rivoluzione! Buon sabato, da chi ha deciso che per quattro spiccioli non si vende più.

Alessia Bottone

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8 thoughts on “C’È CHI DICE NO!

  1. Complimenti per la risposta.
    A me non chiamano nemmeno per fare stage, mi propongo io per farne gratis e niente, nemmeno a queste condizioni trovo qualcosa di diverso dallo stare a casa a deprimermi perchè nemmeno gratis mi vogliono. Che cosa valgo? Non lo so più, ma se il loro obiettivo era farci dubitare di noi stessi per avere gente facilmente ricattabile, ebbene, con me ci stanno riuscendo.

    • Si, a mio avviso bisognerebbe prevedere il 41 BIS più dovrebbero togliergli i diritti civili e il diritto di voto. Poi vediamo se imparano. Dimenticavo. I beni sottratti fino alla 4° generazione, utilizzati come rimborso per i danni compiuti al Paese e ai lavoratori.

  2. Hai fatto benissimo! è da tanto tempo che lo dico: bisogna prendere in mano il proprio destino e iniziare a dire NO a questo sfruttamento di giovani (e non tanto giovani) talenti. Se piú persone inizieranno a dire di no, a rinunciare, a rifiutarsi, prima o poi dovranno iniziare a cambiare le cose.

  3. Bellissima risposta e concordo in toto con il tuo ragionamento. Io rifiuto categoricamente ogni proposta di stage non retribuito o retribuito a sfruttamento, lavoro nero camuffato oppure schiavismo di qualsiasi genere. Costa dire di no. Ma costerebbe di più dire di si. Se non altro nel conto della farmacia per i farmaci che ti devi prendere a curare le malattie che ti nascono dalla frustrazione e dalla depressione.

  4. Brava! anch’io ho deciso di dire no a qualunque offerta gratuita, se devo fare volontariato ci sono cose più importanti di cui occuparsi! ho sempre pensato che le probabilità di essere assunti dopo un stage gratuito o quasi siano irrisorie, se non vuoi darmi un rimborso spese decente oggi, perchè dovrei credere che mi darai uno stipendio decente domani?

  5. Condivido in pieno!!! Anche io mi ritrovo con esperienze, lingue e corsi sul CV, ma poi rimedio solo stages. Mi sono ritrovata a rifiutarne anche io, magari pagati un po’di più (700 euro ma a Bruxelles, dove già 500euro ti vanno via per l’alloggio) ma chiaramente SENZA alcuna possibilità di assunzione alla fine. E allora basta, con un’età che ormai è più vicina ai 30 che ai 20, è così grave chiedere di potersi mantenere con dignità? Ho cominciato anche io ad essere choosy, ma nel significato più genuino e onesto del termine.
    Grande Alessia, e complimenti per questo bellissimo progetto!

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