HO PERSO UN TRENO CHE NON É MAI PASSATO

Ciao Alessia,

Sono una ragazza di 27 anni  e vengo da Sorrento. Mi sono laureata  nel 2010 in Economia e ho  terminato un master l’anno successivo. Durante gli studi ho sempre lavorato per mantenermi: cameriera, baby sitter, assistente al porto, lezioni private..insomma ho fatto quanto ho potuto per non gravare troppo sul bilancio familiare. Ho imparato bene l’inglese lavorando qualche mese in Inghilterra come cameriera e il francese con dei corsi estivi. Subito dopo il master (uno economico, ma abbastanza formativo) non ho avuto troppi problemi a trovare lavoro: i colloqui sono stati tanti, ovviamente tutti per posizioni di stage, ma molti erano ben retribuiti, almeno secondo gli standard italiani, intorno agli 800 euro. Tra vari stage che mi sono stati offerti, ho accettato quello per una grande azienda di Milano; il lavoro mi piaceva, venivo seguita e in generale trattata bene e il rimborso spese mi permetteva di sopravvivere. Dopo un mese però  arriva la notizia che la sede di Milano sarebbe stata chiusa: non solo non ci sarebbe stato posto per me al termine dello stage, ma l’esperienza cominciava a non essere nemmeno più formativa dato che il mio tutor aveva ovviamente deciso di lasciare l’azienda. Non dispero però, qualche mese prima avevo saputo di essere stata prese per uno stage alla Commissione Europea e così a marzo parto per il Lussemburgo.  L’esperienza si rivela bellissima e decido di restare in Lussemburgo per cercare lavoro al termine dello stage, ma ahimè la ricerca si rivela molto difficile: all’estero, ancor più che in Italia e soprattutto nel settore della finanza, conta tantissimo dove ti sei laureato, insomma il prestigio dei tuoi studi, ed io ho una normale laurea in un’università statale italiana, così in almeno 3 mesi di assidua ricerca non ricevo nemmeno una chiamata per un colloquio. Lavoro qualche mese come cameriera, ma con lo stipendio non riesco a coprire tutte le spese e dopo un po’ non vedo possibilità concrete di restare in Lussemburgo data la mia bassa, vera o presunta, qualifica e la mia scarsa esperienza. Decido a malincuore di tornare in Italia e da lì..il dramma: la riforma degli stage, con la quale non è più possibile attivare tirocini per un laureato da più di 12 mesi, o meglio è possibile con contratti di tirocinio di inserimento, ma le aziende sembrano non esserne a conoscenza.  Per cui mi trovo un anno dopo,  a candidarmi per stage in Italia con più esperienza, più conoscenze e un’età ancora accettabile (non ho ancora compiuto 27 anni)  e a non essere nemmeno presa in considerazione per una legge assurda. Non posso  però neppure candidarmi per contratti di apprendistato dal momento che la maggior parte delle aziende richiede un’esperienza di 1-2 anni nel ruolo. Mi chiedo come sia possibile che un governo, nel partorire una legge del genere, sia tanto lontano dalla realtà lavorativa dei giovani; sono pochi quelli che a un anno dalla laurea riescono ad ottenere un contratto: un anno passa in fretta e tra qualche mese per i colloqui e per attivare il tirocinio, se si è fortunati in un anno è possibile svolgerne  al massimo 2. Considerando che spesso gli stage non portano a un contratto successivo (per quelli della pubblica amministrazione è sicuro), che non  è più possibile riattivare lo stage presso la stessa azienda  e che potrebbe non esserci troppa coerenza tra due stage (e quindi non si accumula un’esperienza di 1-2 anni in un ruolo specifico),  questa legge, seppure con le buone intenzioni di partenza,  lascia a casa una schiera di laureati  da più di 12 mesi come me che non hanno avuto la fortuna o la possibilità di iniziare in un settore o in un’azienda in grado di garantirgli un futuro. Mi sento come se avessi perso un treno che non è mai passato; sono furiosa perché posso studiare, impegnarmi al massimo e farmi in quattro per lavorare  e formarmi, ma mi ritrovo impotente di fronte all’assurdità della legge italiana che consente di creare situazioni di tanta rigidità per  le aziende, mentre a noi viene richiesta massima flessibilità in termini di orario, retribuzione e mobilità. Nel frattempo sono tornata a vivere con i miei genitori e  sto svolgendo il praticantato presso un commercialista che mi riconosce un  rimborso spese, con il quale  sto pensando di pagarmi un master all’estero l’anno prossimo, anche se a 28 anni o più non sono sicura sia una scelta sensata. Sono disoccupata è vero, ma sono fiera di me stessa perché quel poco che ho fatto e che riuscirò a fare lo devo solamente a me. Mi auguro che il nostro messaggio arrivi presto alla classe politica che ora più che mai è in grado di sbagliare anche quando le intenzioni di partenza sono buone, perché è lontana, troppo lontana dalla situazione reale di un giovane laureato entrato da poco nel mondo del lavoro. Faccio un grosso in bocca al lupo a tutti voi!

Camilla

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5 thoughts on “HO PERSO UN TRENO CHE NON É MAI PASSATO

  1. se devi fare un master davvero utile è MBA Master in Business Administration devi totalizzare un certo punteggio se riesci a pagartelo troverai lavoro subito visto le richieste sopratutto nel Regno Unito, non fare altri master o corsi vari non servono a nulla sopratutto quelli italiani gia il titolo di studio preso in Italia è qualcosa di inutile visto che siamo al 300 esimo posto nella classifica mondiale e calcola che fuori dall’Italia lavorano già a 24 anni i corsi di laurea sono brevi,quindi parti svantaggiata, sono della campania come te, conosco le difficoltà spostarsi non è facile ma vai fuori dal paese o rischi di rimanere bloccata la realtà è questa. Io a breve partirò o per l’Inghilterra per il MBA poi dopo andrò negli Usa per un dottorato ti consiglio la stessa cosa ti auguro buona fortuna

    • ciao giovanni!
      approvo al 100% il tuo plan (al posto tuo, io farei lo stesso!) e quindi penso sia veramente un buon suggerimento per camilla.
      un grande in bocca al lupo ad entrambi!

  2. Ciao Camilla, Anch’io sono in una situazione simile…ho un contratto di inserimento in un’azienda che ha il blocco delle assunzioni dall’esterno. Intanto mando cv ma la maggior parte delle aziende cercano solo stagisti laureati da meno di un anno e io purtroppo sono fuori. Non me la prendo però con la legge anche perché ne condivido il principio…come in altri paesi europei lo stage deve essere uno strumento formativo da fare nel corso degli studi, non 1 anno dopo, così come il contratto di inserimento deve essere finalizzato all assunzione e non a un rinnovo cococo. Il problema è che in italia «fatta la legge e trovato l inganno»…le aziende preferiscono sfruttare la massa di stagisti che escono dalle università piuttosto che investire su una persona che ha già esperienza ma magari non abbastanza. Io anche se potessi non accetterei mai di fare un altro stage avendone già fatti 4 durante gli studi…il mio consiglio…se vuoi fare un master all estero costruisci già da subito le basi per rimanere nel paese a lavorare. Se vuoi tornare in italia punta sulle aziende con una forte cultura internazionale…sono le uniche che potrebbero valorizzarti come meriti

  3. Sto seguendo il blog da tempo e, più leggo di queste vostre esperienze, più mi convinco che stiamo ancora molto lontani da una concreta speranza che le cose possano andare meglio. Io ho 28 anni e ad un certo punto della mia carriera scolastica ho deciso di rinunciare e mi sono ritirata dall’università. Forse perché frequentavo ragazzi più grandi, già laureati e di queste storie ne sentivo già tante! Quasi aveva senso iscriversi solo a determinate università “sicure” come quelle dell’ambito sanitario, ma benché fossi volontaria in Croce Rossa, le mie passioni mi avevano portata altrove. Sono passati sette anni e le cose non sono cambiate, ahimè peggiorate. Non so quanto possa valere la pena spendere soldi per master: c’è gente che ha investito tutta la sua giovane vita nella formazione ed ora è “troppo formata”. Forse bisognerebbe indagare su un Master con la lettera maiuscola, che abbia quantomeno la speranza di un senso pratico, così come dice Giovanni. Io ci penso spesso ad andare all’estero ma poi mi manca il coraggio per una scelta del genere. Vorrei vivere qui dove sono nata ed avere le stesse possibilità che hanno altri giovani all’estero. Voglio crederci ancora, anche se mi rendo conto che è dura. Brava Syl! Quoto “Io anche se potessi non accetterei mai di fare un altro stage avendone già fatti 4 durante gli studi”. Condivido questo atteggiamento. Dovremmo tutti fare così. Mi piace. Crediamo in noi stessi e non lasciamo che gli interessi degli altri abbiano la meglio sulle nostre qualità! Buona giornata a tutti!

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