VOLETE LA FIDUCIA DEGLI ITALIANI? VOGLIAMO UNO DI QUESTI QUARANTENNI SENZA LAVORO IN PARLAMENTO!

Ciao Alessia,

mi chiamo Maria Serena, ho 38 anni e sono sposata con due bellissimi bambini, ma ahimè con gli stessi grandi problemi lavorativi. Voglio farti i miei più sinceri complimenti perché mi sono veramente commossa nel leggere la tua esperienza, la tua forza e determinazione e sono orgogliosa del tuo operato, anche se non ti conosco personalmente, ma e’ come se ti conoscessi. In breve, ho avuto tanti sogni anche io il liceo poi l’università’, dovuta abbandonare per la mancanza di risultati che mi permettessero di vincere borse di studio, quindi avendo un lavoro ho dovuto scegliere poi ho sognato la famiglia e con le unghie e con i denti  l’ho avuta. ho avuto tante esperienze di lavoro, dall’impiegata amministrativa, all’auditor interno per sistemi di qualità ISO 9001, per passare in un ufficio di customer service, dritta poi all’autoimprenditorialita’ per cinque anni, nel mentre e’ nato il mio secondo figlio, per poi finire in cassa integrazione, durante l’ultima esperienza come addetta alle vendite, pensa te adesso anche il commercio può richiedere la cassa integrazione!!!! Ci tenevo a scriverti per dirti che non bisogna smettere mai di sognare, ma e’ difficile continuare a farlo quando sei mamma e vedi l’entusiasmo nei tuoi figli e non sai come sostenerlo, perché non abbiamo garanzie di tutela di nessun diritto, ne’ la scuola per i nostri figli ne’ il lavoro per noi genitori. So che secondo molti la generazione dei 20-30enni e’ quella che sta veramente penando di più, ma io estenderei ai 40enni, volenterosi di fare bene, ma tagliati fuori da tutto proprio come voi. Tanti carissimi in bocca al lupo e buona vita. Con affetto.

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One thought on “VOLETE LA FIDUCIA DEGLI ITALIANI? VOGLIAMO UNO DI QUESTI QUARANTENNI SENZA LAVORO IN PARLAMENTO!

  1. Ciao Maria Serena, io è un po’ che lo dico: finiamo per definirci anche noi “giovani” nella speranza che lo Stato si occupi anche di noi, faccia delle leggi anche per noi che purtroppo non siamo più giovani e di strade ne abbiamo imboccate tante. Io purtroppo spesso mi trovo a considerarmi “giovane” pur non essendo una trentenne (ho 42 anni) perché non ho potuto fare le tappe che normalmente scandiscono la vita “adulta” di ogni persona: matrimonio e figli. Una lunga serie di lavori precari e mal pagati mi hanno impedito di costruirmi un futuro, ho potuto solo sperarlo, e costretta a vivere come una studentessa, in casa con altre donne in affitto per dividere le spese . Con la promessa che le cose sarebbero presto cambiate abbiamo stretto i denti ma quel futuro di persona “normale” sposata con figli ed un lavoro, la palestra, un hobby, qualche cena fuori si è inevitabilmente posticipato. Quando non c’è il lavoro tutto si complica e si precarizza anche la vita sociale e affettiva. Ora si prova solo a vivere sospesi. Buona vita. Francesca

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