IL “PERCHÉ?” CHE MI ASSILLA

Ciao Alessia,

ecco il perché che più mi assilla. Conosci quella sensazione di demolizione dell’io? E’ la serenità che mi manca. La serenità mia e delle persone che ho accanto a me. Identica mancanza. Ho incontrato per caso stamani la mamma di una mia vecchia compagna di scuola elementare. Non ci vedevamo da anni, mi ha raccontato in pochi minuti la vita lavorativa della figlia e le emozioni (negative) che sta vivendo e mi sono immedesimata, in un attimo. E appena ho aperto bocca per risponderle con voce strozzata mi sono scese alcune lacrime incontrollabili, davanti a questa donna che poteva essere mia mamma, che non vedevo da anni e il cui ricordo principale era l’odore del pane appena sfornato che emanava la sua piccola seicento bianca quando ci veniva a prendere a scuola e ci accompagnava a casa. La mia resistenza è bassa. Andiamo avanti, sempre e comunque, ma la serenità è attualmente dispersa.
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One thought on “IL “PERCHÉ?” CHE MI ASSILLA

  1. In quella macchina era racchiusa tutta l’ingenuità e la felicità di 2 bambine piene di sogni che fantasticavano sul loro futuro. Riparti da lì, non rinunciare ai tuoi sogni, anzi, forse con più fatica ma con tanta soddisfazione, da sola potrai trovare la strada che hai sempre voluto percorrere. Conosci Millionaire?E’ un giornale mesile che puoi comprare in edicola, fa capire come da un’idea stupida puo’ nascere un business, investendo molto o nulla. Reinventati, trova una nicchia a cui il tuo lavoro puo’ risultare interessante e punta su quello. Partecipa a forum o blog sulla tua professione, fatti conoscere e non mollare mai!Devi pensare che sono gli altri che stanno perdendo l’opportunità di offrirti un lavoro e non tu che stai perdendo tempo.Se nel frattempo che lavori sul progetto e il tuo business ingrana, dovrai fare la cameriera, la spazzina, la commessa(che tutte vorremmo diventare attualmente ma che nessuno ci dà la possibilità)chi se ne frega!Diventa cinica ma pensa solo che prima o poi raggiungerai quella felicità!Crederci sempre arrendersi mai!In quella seicento bianca di mamma ora ci sono tanti ricordi ma anche ma c’ eranoi anche tante speranze che dobbiamo continuare a coltivare!

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