I “PERCHÉ?” DEI GIOVANI: UNA FINESTRA SULL’ITALIA DI OGGI

Perché quando si è invitati a compilare un modulo per lavorare all’estero (e non solo) ci si trova davanti all’imbarazzante insufficienza di opzioni per definire il proprio tipo di occupazione, inquadramento contrattuale e salariale?
Perché in Italia una persona che resta disoccupata a 40 anni e oltre è automaticamente considerata carne da macello? Perché per i raccomandati i posti di lavoro escono sempre dal cilindro, a dispetto della crisi? Perché il Ministero dell’Istruzione ha deciso di investire nei libri di testo digitali, quando ci sono evidenti lacune nella qualità dell’insegnamento e nella sicurezza delle strutture? Senza contare le conseguenze che ricadranno sull’occupazione dell’editoria cartacea…Perché tra i voti di laurea specialistica fioccano i 110, ostacolando così la reale meritocrazia?

Cari lettori,

continuano ad arrivare nuove fotografie. Dall’estero, dal Centro, da Nord, Sud e isole comprese. Perché? Perché abbiamo voglia e bisogno di cambiamento e di sogni!

Perché devo pagare il biglietto per un servizio di trasporto pubblico che mi fa sempre fare tardi e mi fa viaggiare in condizioni disumane ? Perché devo chiedere l’aiuto dei miei genitori per un piccolo prestito destinato a un corso di formazione, visto che la banca mi chiude la porta in faccia visto che sono un lavoratore a tempo? Perchè qui in Italia non posso  costruire il mio futuro studiando, ma devo invece preoccuparmi di come  non rimanere poi fregato dal sistema? Perché la mia creatività nel mondo della comunicazione non è considerata una risorsa? Perché da sei anni lavoro solo con contratti di collaborazione? Perchè non combattono per davvero l’evasione fiscale? perchè non semplificano la burocrazia?Perché nel nostro paese la parola meriticrazia non esiste? Perché in Italia non nasce un Steve Jobs? Perchè dobbiamo pagare per delle colpe non nostre gli errori delle generazioni precedenti? Perchè devo rinunciare ai piacere della mia bella Italia per sperare in un futuro migliore? Perche’ per avere un prestito devo avere un garante con un contratto a tempo indeterminato?Perchè ci dicono che appena laureati non sappiamo fare niente e non possiamo pretendere, poi appena andiamo all’estero diventiamo creativi, preparati, flessibili….e ci danno anche un lavoro con uno stipendio “vero? Perché sono sempre troppo giovane per certi posti?Perché solo le raccomandazioni mi permettono di ricoprire certi ruoli? Perchè non posso inseguire il mio sogno e devo fare un lavoro che non mi piace per tirare avanti?
Perchè non ho prospettive per il futuro (se non di organizzarmi per trasferirmi in un’altro paese) e non posso crearmi una mia famiglia? Perché il mio paese non mi aiuta nel realizzare i miei sogni, e nel trasformare la mia passione in un lavoro? perché nel mio paese l’arte e la cultura vengono messe sempre all’ultimo posto? Perché le generazioni passate hanno potuto realizzare i propri sogni con una vita quanto meno dignitosa mentre a noi giovani non è permesso?  Perché non ci è permesso di fare esperienza per acquisire le competenze necessarie per entrare nel mercato del lavoro? Perché devo vivere alla giornata senza poter pensare ad un futuro positivo? Perché quelli che potrebbero veramente cambiare le cose non fanno niente per tutelare i nostri diritti di giovani cittadini ma pensano solo ai propri interessi? Perché la legge non è uguale per tutti? “Hai saputo dare voce ad una generazione che ormai non riusciva neppure più a vedersi nella collettività, ma si sentiva solo come individuo, sfortunato, solo, umiliato. Io sono stata oggettivamente fortunata. Sono uscita da scuola  8 anni prima di voi, solo 8 anni  che però mi hanno permesso un accesso veloce nel mondo del lavoro. Nel giro di 8 anni tutto è cambiato. Stravolto nel profondo. Alla fine che cosa sono 8 anni? Non sono nemmeno un cambio di generazione, eppure in quegli anni hanno significato un abisso. Chi è riuscito a saltare il guado e chi è rimasto “fregato” dalla riforma del lavoro. Da ieri mi chiedo perché io potrei partecipare alla tua campagna, alla fine sono una di quelle “fortunate”, una di quelle che ha tutto quello che leggo nei perché che fioccano su fb, ma siccome credo in quello che fai e so che ogni piccola goccia può aiutare il tuo oceano ti ho mandato anche io il mio perché. Sono mamma e infatti sfrutto il mondo semplice, rosa e delicato delle mie bambine per chiedere: Perché ci hanno ucciso la fiducia e ci hanno lasciato solo una cinica amarezza? Perché le mie figlie avranno un futuro peggiore del mio?Fondamentalmente è quest’ultima angoscia che mi ha spinto a mandarti il mio perché. Avrei potuto parlare di quanto è difficile avere i figli oggi, di quanto la scuola viaggi ad una frequenza diversa dal mondo delle madri lavoratrici, di quando possa costare un asilo nido, del perché in Cina valutino di togliere la legge sul figlio unico proprio per la paura di fare la fine dei paesi del Sud Europa (e ho detto tutto!!) ma alla fine, sono tutti sacrifici che per un figlio si fanno e basta. Ho solo paura che se qualcosa non cambierà loro tra  20 anni saranno li a chiedersi Perché. Lo chiedo io ora per loro.”

Alessia Bottone

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3 thoughts on “I “PERCHÉ?” DEI GIOVANI: UNA FINESTRA SULL’ITALIA DI OGGI

  1. Pingback: Perché? | italiansinfuga

  2. Perchè per avere una mia famiglia e i miei tre figli sono rimasta tagliata fuori dalle ultime possibilità di entrare stabilmente nel mondo del lavoro, e oggi dopo 12 anni di precariato nel mondo della scuola sono trattata al pari di chi è appena laureato? E mio marito deve aspettare 6 mesi per essere pagato dagli enti per cui lavora? E i miei tre figli ormai adulti che prospettive hanno in questo paese se neppure noi genitori siamo più in grado di aiutarli?

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