NON MI SENTO PARTE DI QUESTA ITALIA

Eccomi a 23 anni, all’inizio del mio 5° anno di Giurisprudenza. Tutto è iniziato nell’estate del 2008. Decisi di intraprendere questo percorso in un’ università “prestigiosa”. Studio all’università Cattolica di Milano e nonostante io venga considerato “fortunato” perché la mia famiglia può permettersi di mantenere i miei studi ho anch’io qualcosa da dire in merito. Ho sempre avuto l’attitudine di fare esperienze più grandi di me. Ricordo l’estate del 2006 il viaggio a Londra per imparare l’inglese, ma non un college come la maggior parte dei miei coetanei faceva. Sacca sulle spalle, tanta voglia di evadere e vedere cosa ci fosse fuori quel tanto famoso e celeberrimo stivale. Bene forse già 6 anni fa aveva già capito la mia attitudine all’estero, in fondo già da allora avevo capito che l’Italia fosse un paese in cui avrei potuto, si vivere, ma non come io volessi o desiderassi. Sta di fatto che ho sempre cercato piccole esperienze fuori nei vari viaggi che durante questi anni ho potuto fare,finché non ho avuto la possibilità di prendere parte al progetto Erasmus. Tutti ne parlano, ma solo quelli che personalmente lo hanno vissuto possono capire di cosa si tratta. E’ ciò che servirebbe a tutti gli studenti universitari per completare un percorso che ti darà quel tanto desiderato titolo di dottore. Ho avuto la possibilità di trascorrere un semestre in Francia e subito dopo ho avuto dentro di me una propensione a tutto ciò che fosse differente da questo sistema vile e assai limitativo chiamato Italia. Si, perché ciò che sminuisce il nostro paese non è il paese stesso, bensì i suoi sistemi arrugginiti, antiquati e clientelari. Cosa sta succedendo a quello che i Romani iniziarono nel 753 A.C.? La spietata mentalità arrivista e opportunista sta distruggendo tutto e oltretutto senza dare possibilità alla nuove generazioni di “farsi da sole”. Sono uno di quelli che non vuole soccombere a questo sistema che sta uccidendo giorno dopo giorno anche la nostra formazione, vogliamo parlare degl’ultimi tagli alla scuola??? Che futuro può avere un paese se ai ragazzi viene tolta la possibilità di studiare? Ricordo in una viaggio in treno da Lione a Milano dove incontrai decine di ricercatori italiani stabilizzati in Francia ormai da anni. Sapete una cosa? Nessuno di loro mi ha espresso la volontà di tornare in Italia nonostante , la maggior parte di loro, era partita più di dieci anni fa. Sai cosa significa questo? Che il nostro paese sta morendo, poiché se rimangono solo le vecchie generazioni e i cosiddetti “cervelli” vanno all’estero, non ci sarà futuro per nessuno e tutto quello che in questi anni si è costruito sarà distrutto. Sono appena rientrato in Italia dopo uno stage in Canada, precisamente a Montreal presso uno studio legale. E non potete capire quante volte abbia pensato di non prendere quel maledetto aereo che mi ha riportato in Italia. Ho visto miei coetanei di 22 anni con una triennale in economia lavorare in banca con uno stipendio di $ 45.000 l’anno. Non avevo alcuna voglia di tornare sapete perché? Perché lì credono nei giovani e fanno di tutto affinché possano spiccare. E oggi a distanza di quasi 4 settimane dal mio rientro sono ancora in crisi. Qui non sto più bene, non è quello che voglio. Ma è così difficile far andare avanti un paese in maniera corretta e pulita? Eppure questo nuovo governo sembrava dovesse fare miracoli!! Sembra che i miracoli li stiamo facendo solo noi, perché riusciamo ad andare avanti.
Rifletto spesso sul mio futuro, sui mille progetti che ho, sulla carriera universitaria , sulle esperienze alle quali non voglio rinunciare, sulle possibilità che il mio paese non offre a noi giovani, sul fatto che un giorno la mia professionalità e il modus operandi potranno mai accettati in Italia. E solo l’incertezza di tutto ciò mi crea ansia. Riuscirò mai a fare tutto? […] When you want something, go and get it […] da un po’ di tempo questo è il mio motto, impiegare tutte le energie e le forze per raggiungere ciò che veramente voglio dalla mia vita. Si sono una persona ambiziosa e a volte troppo dura con me stesso, dicendomi sempre che posso fare meglio. Purtroppo o per fortuna, sono un sognatore, e pian piano, mattoncino dopo mattoncino sto cercando nel mio piccolo di realizzare i miei progetti. Grazie anche al fatto che ho una famiglia che riesce ad essere presente. E si, magari il mio cammino risulterà più facile rispetto a quelli che devono guadagnarsi ogni minima cosa con il proprio sudore, ma per tale motivo che cerco di sfruttare al meglio quello che ho. Ma servirà a qualcosa tutto ciò? Perché dobbiamo vivere con questa maledetta frustrazione?
Il sacrificio e il coraggio devono essere abitudine, ma a volte, vigliaccamente ed egoisticamente, penso che non vale la pena sprecare anche solo un minimo delle mie energie per questo popolo, dato che se stiamo stati capaci di fare tutto questo la colpa non può essere che nostra. Non incolpiamo la classe politica, perché essi rappresentano semplicemente ciò che siamo noi italiani e ciò che siamo diventati: arrivisti e spietati senza più un minimo di coscienza. Posso dirvi che non mi sento affatto parte di questa Italia, ma sono uno di quelli che molto probabilmente andrà via e stando all’estero l’ho capito sempre di più.

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3 thoughts on “NON MI SENTO PARTE DI QUESTA ITALIA

  1. Se posso essere onesto anch’io non mi sento parte di questa Italia e che vorrei andarmene, ma purtroppo ho la sfortuna di non avere tanto disponibilità economica (questo infatti mi fa sentire impotente, ma cerco sempre di reagire ugualmente) per poter partire. Lo vorrei tanto perché anch’io sono molto ambizioso. Penso anche che il problema inizia proprio da noi, che non siamo capaci di cambiare questa situazione.
    Il nostro sistema si potrebbe cambiare, basta volerlo, anzi basterebbe semplicemente copiare i sistemi degli altri paesi che funzionano meglio del nostro. ove hai giovani sono al centro di tutto, dove ad essi vengono date molte opportunità. Io non voglio smettere di sognare, e lotterò per realizzarli, dovessi mettermi tutto il mondo contro. Dopo le mie esperienze niente mi fa paura, né la fame, né la morte. Anzi l’unica che mi fa paura è quello di non esserci verso quelle persone a cui tengo, di no poterli aiutare, di essergli vicino. Solo questo.

  2. Ad essere sincero anch’io non mi sento parte di questa Italia e che vorrei tanto andarmene, partire verso quei paesi dove mi danno l’opportunità di realizzare i miei sogni, però economicamente non ho la possibilità di farlo, è il fattore questo che mi rende impotente, ma e anche vero che cerco di reagire sempre per crearmi questa possibilità. Anch’io sono una persona molta ambiziosa, e farò di tutto per realizzare i miei obiettivi, a costo che mi devo mettere contro tutto il mondo intero, io non assolutissimamente voglia di smettere di sognare. Penso anche che il problema siamo proprio noi (come tu ben dici), che non ci muoviamo come si deve, riprendendoci in mano il nostro futuro e le retini di questo paese. Il problema che c’è in Italia potrebbe essere benissimo risolto copiando semplicemente i sistemi di quei paesi che hanno che funzionano miglio, poiché mettono al centro di tutto i giovani, dando a noi le opportunità (vedi Olanda, Canada, ect..). Basta volerlo quindi.

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