CARO VICEMINISTRO MARTONE, ECCO PERCHÉ NON FUNZIONA LA RIFORMA

Carissima Alessia,

sono una ragazza di 27 anni. 27 anni, e pensare che da ragazzina, quando si chiacchierava con le amichette, a questa età già ci si vedeva sposate e con la propria famiglia formata, invece eccomi qui a sperare, in questo caso, che sia la mia collega a rimanere incinta prima della scadenza del mio contratto di apprendistato in modo da avere una speranza di mantenere il mio posto di lavoro. “Fortunatamente” la  mia storia non è una delle peggiori, perché attualmente per il momento un posto di lavoro ce l ho, ma vorrei raccontartela lo stesso perché come migliaia di persone, giovani, anziani, donne o bambini, questa maledetta crisi ha colpito anche me. Al momento sono assunta con un contratto di apprendistato presso uno studio professionale (questo è il mio terzo contratto di apprendistato, nei due lavori precedenti che ho fatto sono sempre stata assunta con contratto di apprendistato e lasciata a casa allo scadere). Quando mi hanno assunta la prospettiva di lavoro che mi era stata proposta andava oltre il solo contratto di l’apprendistato, ma ora però mi faccio qualche domanda! Che sicurezza possiamo aspettarci noi giovani che veniamo assunti con questo tipo di contratto? Dove va a finire la speranza e l’impegno di imparare un lavoro per ottenere la qualifica nello stesso? Di qualsiasi tipo di lavoro. Certo mi domando come mai, per esempio, una commessa per imparare a piegare le magliette debba avere una formazione di tre anni  e su questo si potrebbero aprire vari diverbi. Ma ogni cosa ha un suo giusto peso?? Tu, datore di lavoro, che assumi me come apprendista, avendo le rispettive agevolazioni  e quant’altro per “formarmi” cosa ne farai di me alla fine di tutto questo? Oltre al fatto di farmi sentire umiliata dal fatto che mi “devi” insegnare il lavoro, forse magari alla fine dovrò avere anche la forza di sentirmi orgogliosa del fatto che ho fatto la tappabuchi per tre anni? E’ vero, attualmente il lavoro è calato, o è proprio sparito, per migliaia di persone e questo sta portando pian piano ad un degrado devastante per tutti. E sottolineo per tutti perché posso anche sforzarmi di “capire” anche i miei datori di lavoro.. Ma come si fa a venire alle 19.00 del venerdì sera a dirci “vi ridurremo l’orario per il calo di lavoro, potete anche non accettare, ma se lo farete saremo costretti al licenziamento” e pretendendo una risposta entro il lunedì mattina alle 9.00? E sentendomi dire “si è vero che voi prendete 1000 euro al mese (scusi io attualmente per essere precisi ne prendo 934 in busta) ma a noi ci costate 2000”. Certo ma che fine fanno le agevolazioni dello Stato? Ma che fine fanno i diritti e la tutela del famoso contratto di apprendistato? E’ chiaro che io accetterò per forza questa proposta perché non ho altra scelta, ma a che prezzo?! Perché non mi dai il tempo di informarmi su quali possono essere le conseguenze sul mio contratto, a cosa vai in contro se dovessi “scoprire” che anche nella più remota delle ipotesi potessi puntualizzarti alcune cose? E, semmai, anche bene avessi l’idea di rivolgermi a qualche istituto che si occupa di queste cose per trovare una soluzione, non potrei lo stesso perché questo mi porterebbe, ovviamente, a mettermi in cattiva luce con i miei datori di lavoro e di conseguenza a perdere il mio lavoro e rischiare di non essere assunta da qualche altra parte perché “ho fatto valere un pochino in miei diritti”. Si parla di diritti e agevolazioni sia per i datori che per i dipendenti.. Ma da che parte stanno i nostri superiori? E’ come un cane che si morde la coda.. e continua.. e continua.. Ma non è solo il mio caso, o il caso dell’apprendistato, è così per tutto! Ci si sacrifica a trovare qualsiasi lavoro pur di avere uno stipendio, ma questo porta anche a trovare alcune situazione dove non si immagina neanche quello che a volte il dipendente deve sopportare. Adesso ditemi voi.. io, come altre migliaia di persone, mi trovo a dover SOPRAVVIVERE con 800 Euro al mese e arrivati a questo punto come si fa? L’unica cosa che mi rimane da fare è ringraziare il Signore che al momento ricevo questi soldini.. In bocca al lupo a tutti ragazzi..!! E grazie di cuore Alessia per il tuo sostegno!!

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4 thoughts on “CARO VICEMINISTRO MARTONE, ECCO PERCHÉ NON FUNZIONA LA RIFORMA

  1. Ho un’esperienza simile…contratto di inserimento di 18 mesi con grandi prospettive di crescita in fase di assunzione e la consapevolezza che alla fine o avevo l’indeterminato o me ne andavo (niente rinnovi precari-progetti-co.co.co etc). Poi succede che l’azienda mega-multinazionale per cui lavoro congela tutte le assunzioni dall’esterno e il risultato è che tutti i giovani con il mio contratto dopo 18 mesi di lavoro vero (non stage o tabbabuchi), che sono magari diventati pedine importanti all’interno della propria divisione vengono cacciati fuori con la frase “Hai maturato 18 mesi di esperienza qui non avrai problemi a trovare altrove”. Si ma cosa? Siamo troppo “formati” per una posizione entry level (anche se ovviamente un altro stage non pagato non si nega a nessuno), ma troppo giovani per una posizione più senior. Ho lasciato un buon lavoro all’estero per tornare in Italia e provare ad entrare in una grande azienda da qui…ora ripartirò, promettendomi di non rifare mai più lo stesso errore che ho fatto 18 mesi fa.

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