SE QUESTO É UNO STAGE

Cari lettori,

oggi ho capito che non c’è bisogno di parole per descrivere i fatti. Ci basterà guardare questa fotografia per capire che siamo alla frutta. Uno stage per fare la tabaccaia, Senza nulla togliere ai tabaccai non penso che attendere ancora per prendere decisioni chiare in materia di stage sia la soluzione giusta. Signori miei, indigniamoci e condividete questo post il più possibile!

Alessia Bottone (oggi davvero più motivata di ieri)

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80 thoughts on “SE QUESTO É UNO STAGE

  1. Visto che i tabaccai l’hanno presa come un attacco personale, vi parlo della mia esperienza in un altro settore. Ho fatto per 4 anni la cameriera in un ristorante di medio livello, insomma dove non prendono personale particolarmente qualificato. Quando andai a chiedere lavoro mi fu detto che avrei dovuto fare un giorno (UN GIORNO) di prova,che mi fu pagato più o meno al 60%. Al termine di questo giorno il capo mi disse che gli andavo bene, contando naturalmente che dovevo imparare un pò di cose e velocizzarmi. Il lavoro del cameriere, anche di quelli non professionali, non è solo portare i piatti avanti e dietro, sicuramente dopo un anno di lavoro ero diventata molto più competente nel gestire i problemi sala-cucina, ma vi posso assicurare che dopo 3 settimane ero totalmente autonoma e richiesta dai clienti. All’occorrenza diventavo tranquillamente lavapiatti, aiuto-cuoco, aiuto-piazzaiolo, o tutte le cose insieme.
    Esperienza simile hanno avuto anche i miei colleghi che lavoravano in cucina (dove c’è anche di più da imparare), all’inizio guadagnavamo un pò meno e poi pian piano che imparavano un pò di più (sono arrivata a 5€ l’ora dopo 3 anni) fino a quando il mio capo ha scoperto gli stage (sinceramente non so se stage, apprendistato, tirocinio). Così ho scoperto che un ragazzo dell’alberghiero stava lavorando per 150€ al mese, perchè questo? Perchè il capo sapeva benissimo che io stavo andando lì per i soldi e se non me li dava lo stage se lo poteva mettere dove so io, invece questo disgraziato aveva bisogno di scrivere qualcosa sul curriculum e quindi lo ha fatto lavorare praticamente gratis con la scusa che doveva imparare e naturalmente ha fatto per l’80% del tempo il lavapiatti, come accadeva anche con gli altri che hanno lavorato prima di lui, ma che almeno venivano pagati.
    Scusate se questo tipo di storie vi urtano ma a me fanno pensare che lo stage sia solo una scusa per non pagarci

    • a me Piera spiace per la tua esperienza lavorativa,ma ce la siamo presa,tutti,perchè è il sistema che è così…e sentirsi apostrofare come l’ultima ruota del carro,rompe…io non ho dipendenti e nemmeno stagisti,perchè non me li posso permettere,mi spacco la schiena io,con mio padre…e non me ne vergogno,anzi…..qualche genio nei giorni scorsi ha scritto che una volta i “caproni” che non sapevano studiare facevano i contadini,i fruttivendoli e i tabaccai….. ricordo a lor Signori che un Paese e la sua economia si muovono grazie al lavoro di tutti “caproni” e geni… e non solo perchè chi ha avuto la fortuna di poter studiare ci fa dono del suo intelletto…TUTTI facciamo l’Italia!!

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