QUI BERLINO

Cara Alessia,

ho scoperto di te e della tua vicenda grazie ad un mio compagno di università qui a Berlino che ha letto un articolo su di te su un giornale tedesco. Ho deciso di fare subito delle ricerche in internet ed eccomi capitata sul tuo blog. E come altri vorrei raccontare anche io la mia piccola vicenda. Mi chiamo Stefania, ho 24 anni e ho studiato Lingue a Genova. La mia passione particolare per il tedesco e per l’Europa mi ha portato a fare prima un anno in Erasmus ad Amburgo e poi un master internazionale di studi europei a Berlino, dove sono tutt’ora. Un master un po’ come il tuo, da circa 7mila euro, che non mi sarei potuta permettere con i miei soli risparmi senza l’aiuto della mia famiglia. Qui a Berlino ho trovato poi un lavoro part-time come collaboratrice studentesca in un istituto dell’università con cui riesco a pagarmi bene l’affitto. In questo anno di duro studio e lavoro ho raccolto tantissime esperienze soprattutto nel campo delle politiche giovanili, grazie a stage, partecipazione a progetti socio-culturali e incontri/conferenze di vario genere (Berlino è una città molto vivace soprattutto in questo senso!). Il mio sogno è quello di portare l’Europa, le culture europee, più vicine ai giovani italiani, a partire dai miei amici, che quando sentono “studi europei” mi guardano perplessi e giustamente si chiedono “e che cos’è??”Presa dall’entusiasmo durante il mio tirocinio presso il ministero della gioventù tedesco avevo provato ad informarmi inizialmente sulle realtà nel campo delle politiche giovanili di Genova, Torino e tutto ciò che ci sta in mezzo, cioè le zone che meglio conosco. La mia ricerca (mail e quant’altro) è stata piuttosto deludente, ma non demordo, perché dopo questo master voglio tornare in Italia e voglio realizzare il mio sogno. Probabilmente come te sarò troppo qualificata, ma credo anche che coi cambiamenti che ora grazie alla riforma del lavoro piano piano vivremo e grazie alla voce di persone come te e come tutti quelli che scrivono su questo blog, qualcosa di positivo per noi giovani arriverà. Sul difficile tema della transizione scuola-lavoro in Italia, su di noi e su di voi, sto scrivendo la mia tesi in questo momento (ti scrivo dalla mia postazione in biblioteca).  Continuerò perciò a seguire questo blog con grande interesse ed un pizzico di emozione. Un abbraccio da Berlino

Stefania

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2 thoughts on “QUI BERLINO

  1. 24 anni continuare a studiare e formarsi va bene,ma quando si arriva ai 30-35 anni laureato,con stage,2 master 4 lingue e stare in Italia senza lavoro e deludente,ti senti fallito,chi può capirti il genitore l'amico stretto ma poi nessuno, è la nostra nazione,dove abbiamo famiglia,amici,parenti,ma lavoro zero,opportunità zero,istituzioni assenti,Alessia fa bene a parlare dei disagi di noi studenti ma non basta,dobbiamo occupare,protestare agire non sono un tipo violento ma non vedo soluzione,quando arrivi a una certa età senza nulla solo perchè un governo pensa ad arricchire la propria prole,senza pensare il bene del popolo non è nazione politici,parlano parlano senza cambiare a stento ascoltano,basta vedere la situazione in puglia che conosco di persona avendo la fidanzata,gente che muore per lavorare…..aziende che chiudono perchè i proprietari si sono uccisi a causa del governo,il nostro governo ha ucciso persone che davano lavoro a tante famiglie,imprenditori del nord est sono stati provocati,incentivati a investire altrove,AUSTRIA,SVIZZERA,Francia con documentazione delle loro ambasciate tutto legale lo stato assente mentre perdeva il proprio pil-prodotto interno lordo,fanno riunioni,grandissime cene,eventi di cui parlano delle loro offerte fiscali,incentivi,ho assistito e vedo piccole medio imprese chiudere spostarsi altrove è un grosso danno per famiglie operaie che futuro hanno???? e i loro figli,noi non siamo il governo solo studenti, professionisti alla ricerca di sbocchi o cambiamo il governo e andiamo a loro posto oppure non cambierà nulla,Alessia la cara Fornero ha la figlia che lavora nel suo centro di ricerca insieme al padre,finanziato con soldi pubblici soldi nostri,stesso Monti che diceva e basta il posto indeterminato e monotono noiso intanto il figlio lavora e io dovrei crescere un domani i miei figli qui??in Italia???come pago mutuo,auto utilitaria no sportiva,tasse,cibo,vedete i rincari sui carburanti più alti nel mondo come si fa a cambiare una nazione,chi va a votare??a Milano tutti hanno strappato le tessere elettorali,ho un amico a Pompei che da anni lotta per salvaguardare i beni storici è archeologo precario, il Colosseo simbolo italiano struttura ingegneristica di alto livello come altri beni storici svenduti o senza cura,giustizia assente,violenza sulle donne senza condanne,gente come Schettino che ci ha reso ridicoli nel resto del mondo viene liberato in + pagato sono morte persone in quella nave da crociera,organizzazioni criminali che fanno ciò che vogliono tanto le forze dell'ordine non hanno nemmeno i soldi per la benzina o per pagare l'assicurazione,evasione fiscale legalizzata controlli solo a comodo ,alla ragazza che si trova a Berlino tieni presente che se torni in Italia rimani ferma in un circolo vizioso senza uscita,sei giovane ti consiglio di girare nel resto del mondo per trovare un lavoro oppure prova a parlare con qualche politico sperando che ti ascolti io ci ho rinunciato eppure non immaginate quanti ne conosco nessuno risponde,a loro interessa solo avere la sedia d'oro un saluto a tutti(Alessandro giornalista rai precario) non menziono il cognome per non perdere le 400 euro mensili come vedete dobbiamo pure nasconderci.

  2. Caro Alessandro, mi colpisce molto quello che dici e in realtà davanti a tutto il mio ingenuo idealismo ero sicura che qualcuno mi avrebbe detto con sincerità "apri gli occhi! questo non è un paese per giovani". anche io conosco come te la Puglia, avendo metà della famiglia lì. Il mio cuore va da Nord a Sud e anche se sono giovane ho avuto esperienza di quanto l'Italia non funzioni, a Genova come a Bari. Però ci sono due cose veramente importanti che ho imparato interessandomi del lavoro sociale coi giovani: innanzitutto, l'energia e l'impegno che ci mettono i giovani in piccoli progetti, all'apparenza insignificanti, hanno alla fine un effetto multiplicatore quasi miracoloso, dove mai si sarebbe pensato si può cambiare qualcosa. Faccio un esempio berlinese. Una mia cara amica ha messo su con la sua migliore amica un progetto di mentoring one-to-one (un mentore segue volontariamente uno scolaro nel suo apprendimento scolastico e nella sua formazione personale) in un quartiere molto disagiato e a forte immigrazione turca, araba ecc. questo progetto mira a dare una chance in più a bambini e bambine "in fuorigioco" rispetto ai loro coetanei tedeschi. Il progetto "No fuorigioco!" è stato finora finanziato da privati e fondazioni, la politica ed il pubblico qui non hanno messo mano. ed intanto, con grandi sacrifici ed impegno, a distanza di un anno hanno coinvolto molte scuole del quartiere e altrettanti mentori. e qui viene la seconda cosa importante: si tratterà in effetti di un circolo vizioso, un muro spesso come un macigno contro cui non ho ancora sbattuto la testa, però sento, nel profondo di quel cuore che va da nord a sud, che questo circolo vizioso qualcuno deve cominciare a spezzarlo, anzi c'è già chi lo fa, le realtà di lavoro sociale giovanile sono tante in italia. io vorrei mettere su un progetto come quello della mia amica. ovvio che non ci si paga il pane con questo, sarebbe molto più facile rimanere a Berlino e trovarmi un buon lavoro. Ma non posso ignorare il mio sogno, devo prima vederlo distrutto semmai, e poi lo abbandono. forse.

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