LA CHIAVE PER USCIRNE

Ciao Alessia

sono la mamma di 36 anni che ha scritto sul vostro blog il 25 giugno. Ho un po’ di tempo e provo a raccontarti la mia storia, giusto perché la  chiave per uscirne io l’ho trovata e spero che tanti tanti riescano a trovare la loro. La mia è una storia come tante, mi laureo nel 2002 (tempi ancora abbastanza  felici per il lavoro) e mi propongono un bel lavoro però a tempo determinato (contratto di un anno) accetto subito e a casa disoccupata ci sto davvero poco, 10 giorni, un sogno? pareva. In realtà sono seguiti anni di promesse, solo promesse e tanti contratti a termine fino a che, dopo 6 anni di lavoro per la stessa azienda rimango incinta. Il mio capo rimane di sasso, si arrabbia perché la mia gravidanza è difficile, mi ricatta. Rientro al lavoro che mia figlia aveva solo 3 mesi (lasciandola al nido perché non avevo nessuno che mi potesse aiutare) per paura di perdere il posto e far vedere che nulla era cambiato.Invece mobbing… che poi uno lo capisce dopo quello che ha subito: prima ti distruggono a tal punto che stai male e non capisci. Ovviamente niente rinnovo di contratto, anzi mi hanno lasciato a casa dicendo che non ero capace di fare il mio lavoro. E per 6 anni che mi hanno tenuto a fare allora???? La rabbia è venuta dopo, al momento ero distrutta. Era il 2009, trovare un posto di lavoro era difficile, per una neo-mamma poi ho cercato per un po’ ma mi proponevano solo lavori ripetitivi (data entry), pagati pochissimo, sempre a tempo determinato e con straordinari considerati la normalità. Allora ho capito che non mi sarei piegata, avevo già pagato abbastanza, mi sono chiesta in cosa ero brava e ho fatto un elenco. Ottima cosa anche per l’autostima ormai sotto zero 😉 Poi mi sono chiesta come si poteva fare business, cioè di quali attività il mercato aveva bisogno.Ne ho scelte un paio che avessero costo di inizio attività nullo, o quasi, e sono andata in  Agenzia delle Entrate. Il personale è stato gentilissimo, mi hanno indicato la forma più economica per poter realizzare la mia idea. Ho in sostanza aperto una partita IVA, con regime dei minimi (che ha davvero poche tasse per i primi anni) e faccio consulenza alle aziende. Gli argomenti all’inizio sono stati quelli che conoscevo dal precedente lavoro, poi via via mi sono allargata. Ho conosciuto dei colleghi e ho iniziato a fare conto terzi.  Mi hanno pagato poco all’inizio, ma ho imparato e la collaborazione è diventata poi bidirezionale. Lavorare in proprio è fantastico perché ti organizzi con gli orari come preferisci e poi i complimenti dei clienti sono gratificazioni che da dipendente non avresti mai…Ho altre amiche che hanno fatto percorsi simili, si sono stufate di stare ferme ad aspettare e si sono inventate un’attività consulenziale o artigianale e superati i primi mesi duri, ora lavorano. Non si tratta di guadagnare tanto, la  crisi fa strage, ma si lavora, si guadagna in autostima e ci si mantiene. Oggi è una cosa che consiglio. Trovare il coraggio di fare qualcosa, qualcosa in cui si è bravi e cercare di fare business. Tanto parliamoci chiaro: abbiamo  alternative???? un in bocca al lupo a tutti

Mamma di 36 anni

 

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