QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

Nonostante questo blog esista da pochi giorni, sono moltissime le persone che mi scrivono per parlare, per confrontarsi, per sfogarsi. Oggi ho avuto il piacere di parlare con Antonio (nome inventato per la privacy).

Antonio, ha 40 anni, terza media, un curriculum fitto di esperienze di lavoro, come imbianchino, spazzino, guardia giurata etc. Ha una bimba piccola e una moglie da mantenere e non trova lavoro. È a casa da mesi.

In un momento di disperazione ha scritto al Ministro del lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero chiedendo aiuto e ottenendo la seguente risposta:

“Buona sera, mi dispiace davvero di sentire la sua difficilissima situazione. Purtroppo posso soltanto darle alcuni semplici suggerimenti, anche perché non ho conoscenze specifiche sulla sua città, anche se posso immaginare che sia non diversa da quella della maggior parte del nostro Sud.

Ha provato con l’Agenzia per il Lavoro della sua città, dicendosi disponibile a qualunque offerta, purché regolare? Ha provato a rivolgersi alla Caritas o ad altre istituzioni che aiutano non soltanto sul piano del bisogno immediato, ma anche a costruire qualche prospettiva? Ci sono altre istituzioni che possono aiutarla? Neppure sua moglie riesce a trovare un lavoro, magari part time? Forse sono ingenua, ma mi è difficile darle altri suggerimenti.
 Vorrei però aggiungere di allontanare da lei i brutti propositi dei quali parla nella sua lettera. Lo faccia per sua moglie e per la sua bambina. E provi invece a non perdersi d’animo. Voglio davvero augurarle di trovare almeno una occasione di lavoro nel breve periodo, dalla quale ripartire. Un cordiale saluto e un abbraccio alla sua bambina! 
Elsa Fornero”. 

Continuo a rileggere la risposta del Ministro Fornero e non posso che confermare e comprendere la sfiducia della persone nei confronti delle Istituzioni incapaci di dare risposte concrete ai cittadini.

Ecco, vorrei adesso confrontare questa risposta con quella di una signora sessantenne che chiamerò Stefania per la privacy, che risponde alla mia lettera pubblicata sul quotidiano L’Arena di Verona il 17 Giugno scorso.

“L’istinto mi ha fatto pensare immediatamente che i soldini per continuare quel corso potevo “anticiparli” io e se non vuoi restare in debito quando lavorerai e guadagnerai me li restituirai. Oggi a quasi sessant’anni penso che privarsi di “qualcosa”, affinché qualcuno ne faccia un uso migliore penso sia un sacrosanto dovere”.

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7 thoughts on “QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

  1. Della serie "senza mezze misure", ma decisamente efficace per capire ormai in che situazione siamo!Perchè quando il Ministero del Lavoro ti risponde,parafrasando: "affidati alla divina provvidenza, bè non ci siamo.Qundi bisogna portar avanti con decisione questo progetto. Ciao. Ale.

  2. Un bel "stiamo lavorando perchè questa realtà non sia più il Suo futuro e quello di Sua figlia, abbia fiducia nel nostro lavoro, seminiamo oggi quello che un giorno potrà essere una risposta al problema Suo e di tanti italiani"…sarò ingenua io, ma dal Ministero del Lavoro mi potevo aspettare una risposta del genere! Se nemmeno il Ministero del Lavoro ha una minima visione del futuro che ci sta a fare? Continuate a lavorare ragazze, siete in gamba! Eleonora

  3. La risposta del ministro mi lascia basita… come Eleonora mi sarei aspettata parole diverse… ma avrei voluto anche di più, non solo parole, avrei voluto una risposta che contenesse COSA in concreto stanno facendo per tanta gente che oggi si trova in questa situazione…Questo blog è molto bello, complimenti! Brave ragazze quando le cose vanno male non bisogna arrendersi, ma continuare a fare, resistere alle bastonate mettendoci ancora più impegno, è l'unico modo per farcela. Brave perchè vi siete inventate qualcosa di diverso. Continuate così, con questo progetto, con altri progetti. Non mollare è l'unica strada possibile… Io ho preso tante bastonate, ma proprio tante, non ho mollato, ad un certo punto volevo farlo… non ce la facevo più… invece ho resistito e ho pensato a nuove cose, ho speso, con enorme fatica, ancora più energie e adesso "ce l'ho fatta". Almeno io sento di esserci riuscita perchè faccio quello che desideravo, alla facciaccia di chi mi ha dato tutte quelle bastonate, alla facciaccia di uno Stato che ce la mette tutta per rendere la strada sempre più in salita.Volevo dare un segnale di speranza.Una mamma di 36 anni.

  4. bella la solidarietà, io la conosco bene, sono stato in lista trapianto per 15 anni aspettando un rene che normalmente la gente si porta nella tomba inutilmente, ora a 54 anni non posso più fare un trapianto per ragioni di salute peggiorata, il mio destino è mestamente segnato!qualcuno parla di solidarietà!mi dispiace per chi ha certi problemi, ma chi oggi chiede in suo nome è disposto a donare?

  5. Cara mamma di 36 anni, grazie per il tuo intervento. Ti va di parlarcene e di raccontarci la tua storia anche in forma anonima?puoi scrivermi ad alessiabottone@libero.it !Vanni, mi dispiace molto per ciò che ti succede, io per quello che vivi tu non posso fare nulla putroppo, posso solo sperare che le tue parole vengano ascoltate. Solidarietà ce n'è, tanta, ne sono sicura, se ne sta solo nascosta,in un angolo al riparo da chi non sa nemmeno cosa sia.

  6. ciao a tutti sono uno di quelli che si e rivolto alla caritas e comune ho avuto incontro di persona con vescovo e sindaco si 3 mesi fa mi hanno aiutato a tamponare avevo lo sfratto alla porta e con loro aiuto non mi hanno sfrattato ma forse non hanno capito che io non chiedeo soldi ma lavoro e questo che non esce e oggi sto peggio di 3 mesi fa' ,dicono loro che si stanno impegnado bussano ad ogni porta tentano ad ogni parte e da tre mesi ad oggi non si sa ancora nulla ed io penso con loro appoggio non si riesce a trovare lavoro e allora uno che e solo come cavolo fa a trovare lavoro se per loro e gia' e difficile , allora pensavo io due sono le cose ho di lavoro non ce ne' oppure non si stanno impegnando proprio e mi prendono solo in giro per farmi stare tranquillo e prendersi tempo voi cosa ne pensate, se e cosi allora e vero che non ce speranza per noi forse per me non so

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